Le condizioni di Michael Schumacher sono ancora avvolte dal mistero. Molti anni prima della caduta sugli sci Leclerc conobbe il Kaiser.
Vi sono piloti che lasciano una impronta indelebile nel cuore degli appassionati e anche in quella dei colleghi. Michael Schumacher ha ispirato tantissimi giovani a lottare per emergere nel Motorsport. Da uomo simbolo del Cavallino il tedesco ha creato un vero e proprio mito. Senza di lui la Scuderia modenese non sarebbe oggi la stessa.
Leclerc è sempre rimasto affascinato dal carattere del Kaiser e dalle skill di Senna. La passione per il brasiliano gli è arrivata da suo padre, ma per il tedesco l’adulazione è cominciata quando da piccolo vedeva rombare le monoposto dal balcone della sua Montecarlo. Ai colleghi di Sky Sport il numero 16, fresco di rinnovo pluriennale con la Rossa, ha raccontato delle sue emozioni all’Autodromo Enzo e Dino.
A Monaco ce n’erano abbastanza di Ferrari. Questo è stato un elemento importante nella vita del monegasco. Iniziando dai kart si è sempre concentrato sulle corse a ruote scoperte nelle categorie propedeutiche alla Formula 1. Arrivato nell’Academy Ferrari ha dimostrato di avere numeri importanti. E’ diventato il simbolo di una nuova era della Rossa, pur vincendo solo 5 gare in 6 anni di permanenza nel box della Scuderia. Il pilota ha ancora molto da dimostrare.
Il pilota è soddisfatto della sua vita ma ha obiettivi più ambiziosi di quelli attuali. “Dal lato professionale però c’è molto di più che voglio fare – ha annunciato a Sky il monegasco – Dal lato personale, se non sono soddisfatto con quello che ho, non lo sarò mai. Sono molto fortunato e lo so. Questa è una cosa che i miei genitori mi hanno sempre insegnato, da molto prima che arrivassi in F1“.
“Non ho mai chiesto autografi però avevo tantissimo rispetto. L’unico autografo che ho è di Michael Schumacher a Paul Ricard – ha ricordato Charles – Io facevo dei test nella pista dei kart e lui in Formula 1. Sono arrivato lì perché il mio compagno di squadra voleva vederlo. Io mi sono sempre trovato in imbarazzo perché non volevo disturbare quindi non l’ho mai fatto. Però era Michael Schumacher e quindi mi sono fatto firmare la tuta. Questo è stato l’unico. Comunque i tifosi mi danno carica, quando arrivo in pista la mattina e loro sono lì ad aspettarmi“.
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