In Formula 1 c’è il bisogno di un nuovo corso dopo gli ultimi 10 anni di era ibrida. I punti dolenti sono diversi e stanno facendo riflettere i grandi capi.
La Formula 1 ha bisogno di cambiare e lo deve fare alla svelta. Gli ultimi due cicli tecnici sono stati ravvivati solo dalla battaglia, sorprendente, tra Lewis Hamilton e Max Verstappen nel 2021. Per il resto dal 2014 al 2021 ha trionfato la Mercedes, mentre nel nuovo ciclo tecnico delle wing car ha dominato la Red Bull Racing con le PU Honda.
Non ci sono state reali battaglie per il vertice della classifica. La Ferrari sembrava aver iniziato bene la nuova fase, in Bahrain e in Australia nel 2022, ma poi si è ecclissata con le prime vittorie di Verstappen. La squadra con sede a Milton Keynes ha vinto tutto, riuscendo a battere i record storici di McLaren, Ferrari e Mercedes. Nel 2024 c’è stato un leggero passo in avanti almeno con due vittorie di altri team. Si attendono delle rivoluzioni totali con le nuove Power Unit con più parte elettrica dal 2026. Ecco quali piloti parlano l’italiano.
La Formula 1 ha bisogno di una bagarre più accesa tra diverse squadre. La soluzione power unit ibrida anche per il 2026 è risultata inevitabile, ma c’è un incremento di peso non indifferente. Se confrontiamo una wing car attuale con una monoposto del passato c’è una differenza di peso troppo ampia. Questo è un fattore che non gioca a favore dello spettacolo. Ne ha parlato Stefano Domenicali in una intervista rilasciata a Motorsport.com.
“Tutti i piloti vorrebbero avere macchine più leggere e, personalmente, mi piacerebbe anche un suono un po’ più importante – ha confessato il CEO della F1 – Ma su quest’ultimo fronte stiamo lavorando per cercare di incrementare il numero di decibel, dalle ricerche che stiamo portando avanti emerge che tutti i mercati, e tutte le fasce d’età, vogliono sentire un suono più importante così come l’energia che solo una vibrazione di un certo tipo è in grado di trasmette quando si è vicini alla pista“.
“Appena il regolamento 2026 sarà definito, inizieremo a pensare a quello che sarà il passaggio successivo, ovvero il motore 2030. È una mia considerazione personale, non condivisa ancora con le squadre, anche se ne abbiamo parlato con la FIA: se le benzine sostenibili faranno il loro dovere, bisognerà valutare attentamente se proseguire con l’ibridizzazione o se saranno disponibili soluzioni migliori“. Vedremo se la F1 cambierà in meglio.
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