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Chi fa i motori alla Benelli? Ecco tutta la verità sulla Casa del Leoncino

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Davide Russo

Per decenni la Benelli è stato un marchio italiano top. Oggi ha un’altra anima che trasmette ai giovani una nuova visione del Made in Italy.

Provate a chiedere ai vostri nonni che cosa ha rappresentato la Benelli nell’immaginario collettivo. Una famiglia molto unita e con un grande sogno nel cassetto creò un mito. Giuseppe, Giovanni, Filippo, Francesco, Domenico e Tonino Benelli lavorarono insieme in una piccola officina ma con una grande idea di produzione. L’obiettivo era elaborare motocicli affidabili e, altamente, prestazionali.

I motori della Benelli (Adobe) tuttomotoriweb.it

Il primo progetto di Benelli è originario del 1919. I familiari elaborarono un motore di 75 cc, 2 tempi che fece da base per il lancio del Velomotore, una moto di 98 cc a 2 tempi, immessi in commercio in due modelli Turismo e Sport. Nel 1923 arrivò anche il motore 147 cc e la partecipazione vittoriosa in alcune sfide europee. Il Motorsport a due ruote era agli albori, ma la Benelli era già in prima linea.

Un secolo dopo la Benelli continua a far parlare di se per una nuova gamma che ha proposto nuove moto alla portata della fascia media. Il risultato, in termini di fatturato, è stato clamoroso. La crescita in Italia è stata importantissima negli ultimi anni. Ad affermarlo è anche Susanna Carloni, responsabile di Amministrazione, Finanza e gestione delle Risorse umane in Europa per Benelli.

I motori della Benelli

La crescita del brand è frutto di una strategia che parte da Est. Il marchio motociclistico con il cuore a Pesaro e la sede a Taizhou, in Cina, nel potente Qianjiang Group, ha fatto il botto con nuovi mezzi economici e, esteticamente, accattivanti. La società a sua volta controllata dal colosso cinese Geely Holding Group potrebbe essere paragonato ad un Gruppo VW asiatico per volumi.

La Benelli da una vita non appartiene più alla storica famiglia. Già negli anni ’70 ci fu la cessione all’ imprenditore argentino De Tomaso. Per lo storico marchio del Leoncino fu l’inizio di una serie di passaggi di mano. Una nuova crisi economico, nel 2005, ha consegnato la Benelli al gruppo cinese QJ. La sua produzione ha superato 1.200.000 mezzi all’anno, impiegando 14mila persone nella sua fabbrica. Il gruppo QJIAN JIANG, infatti, è il secondo produttore in Cina di motocicli ed è in costante crescita.

Il segreto? “Per Benelli è il rapporto qualità-prezzo. E sottolineo che entrambe le componenti hanno un peso determinante. Il pubblico dei motociclisti è esigente, vuole un prodotto che trasmetta emozioni alla vista, ma anche affidabile e con soluzioni tecniche adeguate. Poi, cerca anche un livello di spesa sostenibile. Ecco, il nostro lavoro è su tutti questi aspetti“, ha spiegato la responsabile di Amministrazione, Finanza e gestione delle Risorse umane in Europa per Benelli.

La chiave vincente è nel design, nella progettazione fatti in Italia, fondamentali per attribuire connotati europei ai prodotti che poi vengono costruiti in Cina. È importante l’opera di trasferimento ai nostri colleghi cinesi delle competenze tecniche, di marketing e sulle esigenze di mercato. Serve per sviluppare insieme prodotti accattivanti“, ha concluso Susanna Carloni.

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