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Mercato

Toyota, la rivoluzione è servita: l’auto che non è né a benzina né elettrica

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Giovanni Messi

La Toyota ha svelato un’auto che segue un principio di funzionamento rivoluzionario, e che vuole cambiare la storia delle quattro ruote.

Il marchio Toyota è il maggior produttore di auto al mondo, che vende oltre 10 milioni di veicoli ogni anno. Parliamo, a tutti gli effetti, di un colosso delle quattro ruote, che ora sembra essersi aperto anche all’elettrico in chiave futura. In passato, infatti, la casa giapponese è sempre stata sfavorevole alle emissioni zero, ma il nuovo consiglio di amministrazione ha deciso di cambiare passo, e per il 2026 vorrebbe immettere sul mercato le sue prime auto full electric.

Toyota – Tuttomotoriweb.it

Tuttavia, oggi vi parleremo di una Toyota che ha deciso di voltare le spalle sia alla benzina che all’elettrico, un modello rivoluzionario che è ciò sul mercato da anni, e che da poco si è svelato nella sua nuova veste. Stiamo parlando di una vettura ad idrogeno, tecnologia che viene studiata da anni, ma che non è facile da adattare alla mobilità di massa. Ecco la soluzione pensata dai giapponesi.

Toyota, la Mirai può cambiare davvero tutto

Una delle auto più particolari prodotte dalla Toyota è la Mirai, che è sul mercato dall’ormai lontano 2015. Il termine Mirai è traducibile in italiano con “futuro”, e non è un caso che questa denominazione sia stata pensata per tale modello. Si tratta di una berlina ad idrogeno a celle a combustibile, che nella sua prima versione è stata svelata al Salone di Los Angeles di otto anni fa.

Toyota Mirai in mostra (Toyota) – Tuttomotoriweb.it

Nel 2021 è venuta al mondo la seconda generazione, quella che è attualmente sul mercato. L’auto viene venduta negli Stati Uniti, in Giappone ed in alcuni stati europei, come Regno Unito, Danimarca, Gran Bretagna e Germania. Ma come funziona questo tipo di veicolo? In sostanza, viene usato l’idrogeno come carburante, combinandolo con l’ossigeno presente nell’aria tramite una reazione chimica in una cella a combustibile. Essa è a membrana scambiante di protoni (PEMFC).

La reazione che si crea produce energia elettrica per alimentare un motore che spinge l’auto, generando dell’acqua come sottoprodotto. In sostanza, dai tubi di scappamento viene fuori solo un vapore acque innocuo, ovviamente ad emissioni zero. Uno dei grandi vantaggi è l’autonomia, che in media raggiungeva i 600 km con la prima versione, anche se ha fatto segnare anche un record di ben 1.003 km con un pieno.

Vi sarete sicuramente accorti del fatto che, tra i paesi in cui la Toyota ha messo in vendita la Mirai, non c’è l’Italia, ed il motivo è presto detto. Infatti, in Italia non era possibile alimentarla, in quanto i distributori di idrogeno, per legge, avrebbero potuto stoccare il gas ad una pressione minima di 350 bar, mentre la casa giapponese prevedeva un rifornimento alla pressione di 700 bar.

Due anni fa è venuta al mondo la seconda generazione della Mirai, che è più potente e con maggiore autonomia che ha toccato gli 850 km, con un prezzo di ben 64.000 euro. Di certo, non parliamo di un prodotto poco costoso, ma che seriamente potrebbe pensare di rivoluzionare il mercato. Aspettiamo altre novità da questo mercato che è davvero particolare.

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Giovanni Messi

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