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Formula 1

Ferrari, nuovi problemi di affidabilità? Il retroscena fa tremare i tifosi

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Giovanni Messi

La Ferrari ha vissuto un fine settimana dai due volti in Messico, con la gara che non è stata esaltate. Ecco uno dei motivi.

Il Gran Premio del Messico ha visto la Ferrari conquistare un’altra bella pole position, la quarta nelle ultime sei gare. Da Monza in poi la Rossa si è riscoperta regina delle qualifiche, come era già accaduto lo scorso anno, ma in gara non è ancora stata trovata la performance desiderata, e non è un caso che l’unica vittoria sia arrivata a Singapore, tracciato in cui superare è quasi impossibile.

Ferrari con Charles Leclerc a Città del Messico (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

La SF-23 ha chiuso sul podio con Charles Leclerc ed al terzo posto con Carlos Sainz, risultato favorito dal ritiro della Red Bull di Sergio Perez e dalla partenza dal fondo della McLaren di Lando Norris, altrimenti ci sarebbe stato molto più da soffire. La vettura di Maranello non è competitiva se carica di benzina, e questo è un malessere che va avanti da troppo tempo.

Le prime difficoltà in tal senso si erano viste nel 2019, con una monoposto che spesso sbaragliava la concorrenza in qualifica, per poi crollare in gara e che fece grande fatica per portare a casa tre vittorie. Dopo il biennio non valutabile 2020-2021, la tendenza si è rivista nel 2022.

Mettendo da parte le primissime gare, la Ferrari ha ricominciato a crollare in gara sulla gestione delle mescole, situazione nella quale la Red Bull fa la differenza, ma nella quale anche la Mercedes e la McLaren sono superiori. Inoltre, a Città del Messico si è verificato anche un altro problema.

Ferrari, in Messico il motore è stato depotenziato

Non è un mistero che Città del Messico rappresenti una gara molto sfidante per le monoposto, dal momento che si gareggia ad oltre 2.000 metri di quota. Ciò significa che l’aria è più rarefatta e le power unit faticano a raffreddarsi, ed è proprio questo che, ancora una volta, ha portato la Ferrari a dover sacrificare un buon quantitativo di performance.

Carlos Sainz in azione a Città del Messico (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Nel 2022 quello messicano era stato forse il peggio week-end sotto il profilo del passo, proprio a causa di un motore che era stato depotenziato per evitare rotture, con quasi un giro di ritardo rimediato dai primi. Secondo quanto riportato da “Motorsport.com“, anche nello scorso fine settimana le power unit sono state “sgonfiate”, proprio per evitare dei surriscaldamenti eccessivi.

Nel corso della gara, sono arrivate varie comunicazioni radio in cui veniva chiesto, in particolar modo a Charles Leclerc, di raffreddare la vetture, a causa di temperature che salivano in modo molto brusco. Uno dei primi interventi fatti era stato quello di aprire al massimo la carrozzeria della SF-23, e ci stiamo riferendo ovviamente alla zona delle prese d’aria sul cofano motore. Gli sfoghi erano molto più vistosi rispetto alle altre monoposto, soprattutto se paragonati a quelli degli altri top team.

In base ad un confronto relativo ai dati registrati tra qualifica e gara, si evidenzia subito una grande differenza. A livello di top speed, Leclerc ha toccato i 350,7 km/ in qualifica, per poi fermarsi a 330,5 km/h in gara, ovviamente dato preso in una situazione in cui aveva il DRS aperto, così come nel giro secco al sabato.

Parliamo di una differenza di ben 20 km/h, che ci fa capire quanto i tecnici della Ferrari abbiano dovuto limitare la power unit per i 71 giri della gara domenicale, cosa che, ovviamente, non può non riflettersi sul discorso prestazionale. La Rossa, dunque, si è dovuta nuovamente limitare, ed è chiaro che quando sei in lotta con una Red Bull che è sempre perfetta ed una Mercedes in gran crescita, tutto ciò lo si paga a caro prezzo.

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Giovanni Messi
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