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Quanto consumava il Titanic? I suoi motori erano impressionanti

Published by
Davide Russo

Il più grande capolavoro ingegneristico navale di inizio ‘900 aveva dei motori incredibili. I consumi, del resto, era proporzionati alla mole del Titanic.

Da scafo inaffondabile a vero e proprio disastro nel giro di una sola tragica traversata, il Titanic continua a far parlare di se e, in un certo senso, a mietere vittime. Ha fatto scalpore la storia dei curiosi ricercatori di abissi che si sono avventurati in un viaggio sotto l’Oceano per rivedere qualche resto della nave maledetta.

I motori del Titanic (Adobe) tuttomotoriweb.it

Forse certe storie dovrebbero essere studiate meno nei sommergibili o, quanto meno, apprezzate per quelle che erano le soluzioni tecniche del tempo. Le navi migliori prodotte ad inizio ‘900 erano schegge a carbone. Le 29 caldaie, aventi un diametro di 5 metri ciascuna, venivano alimentate attraverso 159 focolari ed erano capaci di bruciare circa 728 tonnellate di carbone al giorno.

Titanic, consumi e potenze assurde

La velocità di crociera era di 21 nodi (39 km/h) e la top speed era di 26 nodi (48 km/h). Data la mole della nave non erano numeri di poco conto, anzi. Avrebbe impiegato molto tempo ad attraversare l’Oceano Atlantico ed arrivare a New York, ma per coloro che avevano la fortuna di dormire nelle cabine di lusso era un vero salotto galleggiante.

Titanic (Adobe) tuttomotoriweb.it

Sul Titanic soltanto 3 dei 4 fumaioli erano funzionanti, mentre il quarto aveva solo la funzione di presa d’aria e fu aggiunto per rendere la figura della nave più imponente. Di fatto, a livello stilistico, era un’opera d’arte per quei tempi, paragonabile ad una modernissima nave da crociera di livello top. I fumaioli erano dipinti in ocra e nero, come tutte le altre sorelle della White Star, mentre il rosso era il colore tradizionale della Cunard Line.

La propulsione quindi era a vapore. Il piroscafo vantava dei motori a combustione che con il vapore prodotto nelle caldaie a carbone azionava due motrici alternative invertibili a triplice espansione, ciascuna costituita da 4 cilindri in linea (un cilindro ad alta pressione, un cilindro a pressione intermedia e due cilindri a bassa pressione), che caratterizzavano la rotazione alle due eliche esterne, attraverso un albero di trasmissione.

L’elica centrale funzionava con una turbina Parsons a bassa pressione non invertibile, che sfruttava il vapore esausto delle motrici alternative.

Il Titanic consumava tra le 600 e le 850 tonnellate di carbone al giorno, la cui combustione, altamente inquinante, produceva ossidi d’azoto. L’ambiente si rivoltò, in modo metaforico, con il drammatico colpo all’iceberg.

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Davide Russo

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