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Formula 1

La Red Bull nega tutto: clamoroso retroscena sul flop di Singapore

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Giovanni Messi

La Red Bull ha fatto chiarezza su quello che è accaduto a Singapore, dove la RB19 è stata lontana dal top. Ecco cosa è successo.

Shocking Experience“. Con queste due parole, Max Verstappen ha commentato la sua esclusione dal Q3 al Gran Premio di Singapore, che lo ha condannato a partire dall’undicesima posizione in griglia, al volante di una Red Bull irriconoscibile, che faticava realmente a stare in strada.

Red Bull con Max Verstappen in azione a Singapore (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

Questa vettura, perfetta ed imprendibile su tante altre piste, è andata in netta difficoltà in quel di Marina Bay, come se fosse un’auto di metà classifica. Sergio Perez è partito addirittura 13esimo, con un testacoda nel suo giro decisivo che ha cancellato ogni residua speranza di entrare in top ten. La RB19, per un motivo o per l’altro, si è riscoperta umana, dopo una stagione in cui è stata inavvicinabile.

In molti credevano che Singapore potesse essere una buona occasione per evitare che la Red Bull le vincesse tutte, ma da qui a non vederle sul podio o in lotta per la vittoria c’è una bella differenza. In molti hanno dato la colpa alle nuove direttive tecniche, ma pare che esse non abbiano nulla a che vedere con il tracollo di Marina Bay, anche se al momento, non abbiamo ancora alcuna certezza.

Red Bull, Horner spiega i motivi del disastro di Singapore

La Red Bull è stata imbattuta per 301 giorni, dal 21 di novembre del 2022 al 17 di settembre del 2023. Il team di Milton Keynes ha messo insieme ben 15 vittorie di fila, un rendimento che nessun’altro era mai stato in grado di avere in passato, e speriamo che ciò non si verifichi più.

Max Verstappen in azione a Singapore (ANSA) – Tuttomotoriweb.it

La crisi della RB19 ci ha finalmente regalato un grande spettacolo, che francamente, avevamo iniziato a perdere a causa di gare scontate e decise prima della partenza. Max Verstappen era molto arrabbiato per quanto accaduto, ma Christian Horner ci ha tenuto a fare chiarezza in un incontro con la stampa.

Ecco le sue parole: “Credo che abbiamo già capito cosa sia accaduto, tutto è legato ad un set-up errato della macchina. Le simulazioni che abbiamo svolto prima di presentarci a Singapore non ci hanno portato nella direzione giusta. Quando ti trovi impreparato in pista, devi trovare una via di uscita in poco tempo“.

Horner guarda già al 2024 e crede che quanto accaduto possa tornare utile per il futuro: “Eravamo in una finestra di utilizzo sbagliata e questo ha messo in mostra alcuni punti deboli della nostra macchina. Credo comunque che sia stata una lezione molto importante in vista dell’anno prossimo, ci fornisce indicazioni molto utili che potremmo sperimentare per la RB20. Tutto è legato all’ingegneria e non ci sono soluzioni miracolose in questo sport“.

Il boss del team di Milton Keynes ha ricordato le difficoltà della Mercedes di anni fa: “Singapore è una pista particolare, anche nell’epoca del dominio Mercedes li avevamo visti faticare su questo tracciato. Credo che tutto sia legato alle caratteristiche uniche di questa pista, che evidentemente fanno emergere i difetti delle vetture, anche quelli più nascosti“.

In molti si sono chiesti se dietro a tutto ciò potesse esserci la nuova direttiva, ma il team principal della Red Bull ha glissato: “Non credo assolutamente, so che a tutti piacerebbe dare la colpa alla direttiva, ma non è quello, non abbiamo cambiato nulla sulla nostra auto“.

La risposta definitiva sulla questione la avremo solo a Suzuka, pista perfetta per la RB19, in quanto esalta il carico aerodinamico. Se la direttiva ha avuto il suo effetto, Verstappen e Sergio Perez potrebbero soffrire, altrimenti Singapore resterà un banale incidente di percorso.

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Giovanni Messi
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