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Perché si chiama Moto Guzzi? La risposta la conoscono in pochi

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Davide Russo

La Moto Guzzi è un mito italiano. Il brand fondato il 15 marzo 1921, a Genova, porta la bandiera dell’Italia nel mondo con grande orgoglio.

La Moto Guzzi, da molti nota anche solo con il nome Guzzi, è tra le aziende di moto più famose al mondo. Carlo Guzzi e Giorgio Parodi diedero vita ad un sogno, partendo da una immensa passione per i motori. Dal punto di vista societario è entrata nel Gruppo Piaggio dal 2004. Il brand è diventato famoso per i motori bicilindrici a V di 90 gradi, venduti anche a piccoli costruttori di modelli speciali quali Magni e Ghezzi & Brian.

Moto Guzzi (AdobeStock) – Tuttomotoriweb.it

L’azienda ha realizzato oltre 50 modelli dalla sua fondazione. Tutte moto esclusive e con un carattere molto deciso. Il 15 marzo 1921 il cavaliere Emanuele Vittorio Parodi, suo figlio Giorgio e l’amico di quest’ultimo Carlo Guzzi si lanciarono nella produzione, a Genova, della “Società Anonima Moto Guzzi”, con sede legale nel capoluogo ligure e sede produttiva a Mandello Tonzanico.

Moto Guzzi, la nascita del mito

Il primissimo progetto è risalente ad oltre un secolo fa. Grazie all’aiuto dell’officina di Giorgio Ripamonti nacque la G.P. 500. Carlo Guzzi aveva imparato le basi della meccanica nell’officina Ripamonti. Ai tempi non si pensava al business come oggi. Erano anni molto duri, a seguito della fine del primo conflitto bellico mondiale. Il nome “GP” viene abbandonato subito e trasformato, con il consenso unanime di tutti i soci, in Moto Guzzi.

Serbatoio Moto Guzzi (Adobe) tuttomotoriweb.it

Nacque così con il cognome di Carlo un brand destinato a fare scuola. Nel primissimo anno di produzione furono realizzati già 17 unità della “Normale”. Fu scelto il simbolo dell’aquila dell’aviazione della Regia Marina della Prima Guerra Mondiale. I fondatori lo fecero in onore di un comune amico che avrebbe dovuto far parte del gruppo. Giovanni Ravelli, centauro ed aviatore, perì con il suo aereo durante un volo di collaudo nel 1919.

Il primo modello “Normale” aveva una potenza pari a 8 CV e aveva una top speed 80 km/h. Per l’epoca era un risultato più che positivo. Fu la prima moto della storia dotata di cavalletto centrale. Il bolide fu subito protagonista nelle sfide motociclistiche della Milano-Napoli, ultima prova stagionale del Campionato Motociclistico Italiano su Strada.

Le due moto, guidate da Mario Cavedini e Aldo Finzi, completarono senza rotture gli 877 km della sfida di gran fondo. Le gare dell’epoca erano massacranti e l’affidabilità era tutto. Grazie alla partecipazione in corse super sfidanti nacque la fama dell’irrefrenabilità dei motori delle moto dell’Aquila. Le Moto Guzzi sono divenute emblematiche anche fuori dai nostri confini.

La consacrazione arrivò grazie alla trionfale partecipazione al Campionato Europeo del 1924, nel quale la “500 C4V” celebrò il primo, secondo e quinto posto. Nel corso dei decenni successivi l’azienda si allargò sempre più per diventare un’azienda con sempre più lavoratori. Le soluzioni tecniche all’avanguardia la trasformarono in uno status symbol mondiale del Made in Italy.

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Davide Russo

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