In casa Mercedes è arrivato un vero e proprio affronto alla Red Bull, la squadra che sta dominando questo mondiale.
Contro un Max Verstappen di questo livello non c’è nulla da fare per una concorrenza che annaspa, e che continua a soffrire nel cercare di emergere da queste difficoltà. La Mercedes lascia Zandvoort con una grande delusione, con Lewis Hamilton sesto e George Russell ancora costretto al ritiro per problemi tecnici.
Per il team di Brackley si tratta di una buona occasione sprecata, così come per la McLaren, dal momento che la freccia nera sembrava poter giocarsi il ruolo della seconda forza, ma una serie di scelte sbagliate nate sin da inizio gara hanno completamente distrutto il fine settimana dei due piloti. Il primo errore c’è stato con la pioggia al termine del primo giro, quando nessuno dei due piloti è stato richiamato per montare l’Intermedia.
Questo ha portato sia Hamilton che Russell a perdere terreno, ed i sorpassi non sono stati facili per la Mercedes, che è un’auto con molto carico aerodinamico. Nel frattempo, la Red Bull continuava a dominare la scena davanti a tutti, risultando a dir poco inarrivabile per la concorrenza. Tuttavia, questo è un discorso fattibile con Verstappen, ma non con Sergio Perez.
Il messicano è di nuovo finito fuori dal podio con un mesto quarto posto, a seguito di errori e penalità, ma è ancora una volta il gap dal compagno di squadra a far pensare male. Checo aveva un passo di circa 7-8 decimi più lento, dopo essersi beccato 1,3 secondi nelle qualifiche del sabato.
Da casa Mercedes sono arrivati i primi sospetti riguardo alle performance di Sergio Perez, che da Miami in avanti è del tutto sparito dai radar. Così come lo scorso anno, Checo aveva il passo di Max Verstappen nelle prime gare, come confermato dalle vittorie di Jeddah e Baku.
In seguito, tra i due si è aperto un gap che è difficile da spiegare, ed anche Toto Wolff ha ammesso tutti i propri dubbi sulla vicenda. Come è possibile che, a parità di macchina, ci sia un delta così ampio? In un’intervista riportata da “Marca“, il grande boss non si è fatto problemi a dire la sua.
Ecco le sue parole: “Abbiamo visto come Max sia stato in grado, in passato, di distruggere tutti i suoi compagni di squadra, vista la sua capacità di far costruire un’auto cucita su di lui. Checo non è di certo un idiota, in questi anni abbiamo visto che può essere uno che vince le gare, quindi, non riesco a capire questa differenza“.
Wolff ha poi detto che il gap che si è visto al sabato, in qualifica, che è stato superiore al secondo, non ha spiegazioni logiche, facendo emergere tutto il suo stupore: “Ho visto che in qualifica il distacco era di 1,3 secondi, onestamente, non riesco a trovare una spiegazione ovvia, è un gap strano“.
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