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Lamborghini, corso un grande rischio: “A volte è eccessiva”

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Davide Russo

Ferruccio Lamborghini ha improntato il suo business su un concetto di auto estrema. Il DNA delle auto concepite dal nativo di Renazzo continua a vivere nelle supercar attuali del Toro.

Vi sono costruttori che riescono a fare la storia, grazie ad idee fuori dagli schemi. In un momento storico dove la Ferrari era il punto di riferimento assoluto nell’Automotive di lusso. Ferruccio ebbe il coraggio di sfidare il Commendatore di Modena, ponendosi su un piano ancor più elevato. Data la convinzione di poter costruire auto perfette diede una dura lezione al Drake.

Lamborghini (AdobeStock) – Tuttomotoriweb.it

Da uno scambio di battute sulla pessima trasmissione Ferrari 250 GT nacque la volontà in Ferruccio di partorire le migliori auto sul pianeta. Non era solo una questione di performance, ma di meccanica e di design. Lamborghini ha creato uno stile unico con linee spigolose e taglianti. Un concentrato di tecnologia estrema che sembrava arrivare da un altro pianeta.

Oggi, probabilmente, una storia simile non avrebbe luogo, soprattutto alle nostre latitudini. Erano gli anni ’60 e tutto sembrava possibile in Italia. Un imprenditore di trattori segnò una svolta nel panorama mondiale delle supercar. Il primissimo progetto, a cura di Giotto Bizzarrini, Franco Scaglione e Gian Paolo Dallara e Paolo Stanzani, specialisti di telai, non lasciò il segno.

La 350 GTV, una Gran Turismo Veloce 3,5 L di cilindrata non fu compresa sino in fondo. Tutto finito? Neanche per sogno perché dopo quella prima prova, in Ferruccio prevalse la voglia di allargare il business. L’origine del logo aziendale si deve alla data di nascita di Ferruccio Lamborghini. La scelta del toro, infatti, era legata al segno zodiacale del suo fondatore, oltre che per la passione per la corrida.

Lamborghini, quando l’arte incontra l’eccesso

La nascita di vetture iconiche come la Miura, la Countach, la Diablo hanno reso grande il marchio di Sant’ Agata Bolognese. E’ stata una sfida vinta ai rivali della Ferrari. In Lamborghini hanno lavorato e lavorano tecnici di altissimo profilo. Con il passaggio alla fine degli anni ’90 al Gruppo VW la qualità costruttiva dei nuovi modelli non si è abbassata, tutt’altro, non facendo rimpiangere i gioielli nati sotto la direzione di Ferruccio.

Lamborghini progetto Revuelto (Adobe) tuttomotoriweb.it

Una delle migliori supercar del pianeta è la rivoluzionaria Revuelto con una cilindrata di 6.5 litri e un limitatore fissato a 9.500 giri/min. Il bolide sprigiona una potenza complessiva di 1.015 CV, grazie anche ai tre motori elettrici che consentono una trazione integrale da sogno.

Dietro al successo della Lamborghini, come esplicitato da Matteo Ortenzi, direttore della linea di produzione della supercar, nel secondo episodio di “Beyond: A Lamborghini Podcast”, c’è un teamwork spettacolare.

Per la Revuelto ogni elemento doveva risultare nuovo: dal motore ibrido, naturalmente, all’intera struttura. Ci siamo presi dei rischi producendo una vettura in cui ogni singolo componente è nuovo. Ora siamo certi di aver creato una supersportiva migliore di quanto abbiamo mai fatto“, ha annunciato Ortenzi.

Ferruccio Lamborghini sarebbe fiero del lavoro degli attuali tecnici. La casa del Toro non è nata per accontentarsi dei risultati conseguiti in passato. L’obiettivo, anche per la prima elettrica, sarà sempre spingersi oltre, alzando l’asticella delle performance e dei componenti all’avanguardia.

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Davide Russo

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