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Formula 1

Ricordate che motore montava la Jordan? Stenterete a crederci

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Davide Russo

La Jordan è stata una delle squadre di fascia minore che più si è distinta in F1 in un periodo ruggente. In pochi conoscono i motori delle vetture del milionario irlandese.

La storia di Jordan è cominciata nelle categorie minori, iniziando a farsi un nome nel campionato di kart irlandese. Era il 1976 e James Hunt e Niki Lauda erano gli uomini copertina di una F1 maschia e senza esclusioni di colpi. Eddie Jordan non riuscì nel suo sogno di diventare un pilota di alto profilo e decise di passare dall’altro lato del muretto.

Jordan (Ansa) tuttomotoriweb.it

Nelle vesti di costruttore fondò la Eddie Jordan Racing che, sino al 1987, era impegnata in Formula Ford e la Formula 3 britannica. La scuderia era promettente e in più di una occasione arrivò al secondo posto in F3 con Martin Brundle nel 1983, nell’anno successivo con Allen Berg e nel 1986 con Maurizio Sandro Sala. Johnny Herbert si aggiudicò, finalmente, il titolo nel 1987. Eddie comprese il potenziale del team e si lanciò anche in Formula 3000.

Un tempo era considerata come la F2 odierna e con piloti di qualità come Martin Donnelly e Johnny Herbert arrivarono subito brillanti vittorie. Nel 1989 la Jordan celebrò il titolo con il rookie Jean Alesi. La squadra, oramai, era diventata scuola per tanti giovani tecnici e piloti. A quel punto mancava solo il grande salto in Formula 1, ma occorreva un progettista di spessore e un motore collaudato. Eddie non voleva solo partecipare ma anche vincere.

F1, i motori della Jordan

L’imprenditore irlandese decise di ingaggiare Gary Anderson, ex Brabham e McLaren. Il team prese il nome di Jordan Grand Prix ed esordì nel 1991 con un telaio proprio, realizzato in una factory nei pressi di Silverstone. Furono scelti Bertrand Gachot e il veterano Andrea De Cesaris, ma l’arrivo di una giovane promessa tedesca stravolse tutti i piani e i paradigmi della categoria regina del Motorsport.

Un motore in fiamme della Jordan (Ansa) tuttomotoriweb.it

A Eddie Jordan andranno sempre fatti i ringraziamenti per aver fatto esordire in una monoposto il Kaiser Schumacher. La prima vettura irlandese era motorizzata Ford e nelle mani del ragazzo di Hürth divenne, in Belgio, un fulmine. Il tedesco si calò nell’abitacolo della Jordan 191 nell’appuntamento di Spa Francorchamps, lasciando a bocca aperta persino Ayrton Senna. Michael si è poi tolto le prime due soddisfazioni mondiali al volante della Benetton, conquistando altri 5 mondiali con la Scuderia Ferrari.

Nella prima stagione in F1 la squadra di Eddie concluse al quinto posto della graduatoria con 13 punti. Il sistema di attribuzione dei punteggi era differente rispetto a quello attuale. Tra alti e bassi il team rimase in F1 sino 2005, vincendo ben 4 Gran Premi. Il primo trionfo e doppietta arrivò nel Gran Premio del Belgio 1998, con Damon Hill primo e Ralf Schumacher secondo.

L’annata migliore è stata quella 1999 nella quale la Jordan ha festeggiato due gare e lottato per il titolo piloti con Heinz-Harald Frentzen. Nel corso della sua storia la scuderia irlandese ha montato motori Ford, Yamaha, Hart, Peugeot, Mugen, Honda e Toyota.

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Davide Russo

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