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Formula 1

La Mercedes aiuterà la Ferrari a Baku? Ecco cosa potrebbe succedere

Published by
Chiara Rainis

Il GP dell’Australia è stato positivo solo a metà per la Mercedes, ma quello dell’Azerbaijan potrebbe presentare uno scenario peggiore. 

Ai semafori spenti della gara di Melbourne, George Russell aveva fatto pregustare un ottimo risultato alla Stella. Magari pure una vittoria, grazie ad una partenza flash che lo aveva portato a superare la Red Bull del poleman Max Verstappen. Se non ci fosse stato l’incidente di Albon al giro 7 e la successiva Safety Car, per l’inglese i giri in testa sarebbero stati ancora più numerosi. Invece al secondo start, la RB19 del campione in carica ha avuto la meglio.

Evidentemente però non era la sua giornata, visto che ad un certo punto il motore della sua W14 è andato in fumo. E da quanto emerge ora i danni sono stati parecchi. Se le parti elettroniche dovrebbero essere salve in vista del prossimo appuntamento in programma a Baku a fine aprile. Non lo stesso si può dire delle componenti meccaniche.

George Russell su Mercedes (Ansa Foto)

Cosa significa questo? Che sul circuito azero il #63 potrebbe subire una penalità. Se questa dovesse essere confermata, per la Ferrari potrebbe essere un’occasione. Avere un avversario che scatta da dietro, rappresenta una chance in più per finire nelle prime posizioni.

Mercedes a rischio penalizzazione?

Negli uffici delle Frecce Nere preferiscono non pensare ad eventuali arretramenti, e concentrarsi sulle evoluzioni da portare su una monoposto che ancora non risponde come avrebbero sperato. Anche all’Albert Park Hamilton ha dichiarato di non riuscire ancora a leggere a dovere un’auto che, tra l’altro non sembra essere più di tanto adatta al suo stile.

Il team principal Toto Wolff, riconoscendo che anche il progetto 2023 è sbagliato, ha promesso che per il round di Imola verranno apportate importanti modifiche al disegno del veicolo. Da qui a quella data, invece, ogni evento ci sarà qualche leggero ritocco, nella speranza di recuperare la prestazione perduta.

Su come si sta preparando la squadra all’Azerbaijan si è espresso James Allison, capo del reparto tecnico, svelando che tutto sta procedendo come al solito, e che in particolare ci si sta focalizzando su alcuni aggiornamenti riguardanti le sospensioni, per migliorare il bilanciamento dell’auto e renderla più guidabile. “L’obiettivo è che tramite queste introduzioni i nostri portacolori riescano a sentirsi più a loro agio e in grado di spingere al limite“, l’analisi affidata ad un video pubblicato sul sito ufficiale della scuderia. L’ingegnere inglese ha poi spiegato come si proseguirà con le normali sessioni al simulatore.

Sul Mar Caspio, per la prima volta nell’annata, la classe regina si troverà ad affrontare la Sprint Race. Il format già testato nei due Mondiali precedenti, verrà replicato in sei occasioni. Finora ha diviso molto in termini di risposta. C’è chi lo ama. E chi lo odia o le ritiene inutilmente rischio per le varie equipe che devono affrontare due corse in un fine settimana.

Questa formula premia chi è in grado di trovare immediatamente il giusto assetto ed è pronto per affrontare la qualifica. Per cui ci focalizzeremo su questo aspetto“, ha concluso dettando i piani dei prossimi giorni per la ex dominatrice della top class.

Quando sono andate in archivio tre corse, la compagine di Stoccarda occupa la terza piazza tra i costruttori alle spalle degli energetici e della sorpresa del campionato almeno finora, ovvero la Aston Martin. Il gap dalla leader è già di 67 punti. Ampio anche il margine dalla prima sua inseguitrice, appunto la Rossa, quarta con 26 lunghezze, contro le sue 56.

Sebbene sia ancora prematuro sbilanciarsi sul prosieguo, pare molto probabile che queste resteranno le forze in campo. Con Mercedes a battagliare con il Cavallino per l’ultimo piazzamento in top 3, ma non oltre. Anche se nel 2022 riuscirono a sorprendere con una vittoria arrivata ad Interlagos quando non sembrava possibile.

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Chiara Rainis

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