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Formula 1

Rosberg svela un dettaglio sul suo ritiro: il vero motivo che lo ha spinto a dire addio alla F1

Published by
Chiara Rainis

L’addio di Rosberg alla F1 verrà ricordato come uno dei colpi di scena più eclatanti dello sport. Ecco come andrò veramente.

Era il 2016 quando Nico Rosberg decise che dopo aver vinto il Mondiale era arrivato il tempo di salutare la compagnia. Come Cenerentola a mezzanotte, il tedesco in occasione del Gala della FIA, gran festa finale della stagione, ha reso noto che non ci sarebbe stata replica. Che la sua carriera nella massima serie sarebbe terminata così. Di punto in bianco. All’improvviso. Anzi. Che addirittura non avrebbe più messo piede in un abitacolo da competizione.

L’ex pilota di F1 Nico Rosberg (Ansa Foto)

Quella scelta tanto anomala e imprevista fece discutere molto e lasciò tutti senza parole. Nessuno a partire dal team principal Meredes Toto Wolff avrebbe potuto aspettarsi un cambio di rotta del genere.

A dispetto della prassi che vuole il campione iridato, ritentare l’anno successivo, se non altro per dimostrare di non aver vinto per caso, ma per merito, il figlio di Keke, non ci ha pensato due volte e si è ritirato subito, dopo il primo sigillo.

Rosberg ha smesso senza avere un piano B?

Troppo intense le emozioni provate, da ripetere l’esperienza. Avere un vicino di box scomodo e accentratore come Lewis Hamilton lo aveva logorato, come lo avevano consumato i continui giochi psicologici architettati dallo stesso britannico che pretendeva di essere il numero uno in squadra. E poi forse ciò che desiderava, ovvero raggiungere il genitore sul tetto del Circus, lo aveva conseguito e allora non c’era più ragione di restare.

Quello che ha dichiarato di recente alla rivista Men’s Health il 38enne, fa pensare che quasi si sia trattato di un taglio netto arrivato senza troppe riflessioni, un po’ come le persone che lasciano il lavoro senza un paracadute, senza avere un’alternativa. La differenza è che il biondo cresciuto a Montecarlo aveva le risorse economiche per stare a zonzo diverso tempo.

Nico in particolare si è soffermato sul fatto che mollare il colpo ha avuto il sapore di una rivoluzione. “Fino ad allora la mia vita erano state le gare“, ha affermato. “E’  stato uno shock passare da un impegno intenso allo zero completo. Non mi ero neppure mai domandato quali fossero le mie altre passioni, perché nella mia mente c’era soltanto il round successivo“, ha confidato. “Dovetti accettare che qualunque cosa avrei fatto sarei dovuto ripartire dalla base“.

E proprio a causa di tale tabula rasa l’ex corridore ha dovuto fare un grande lavoro su sé stesso. “Ho investito molto nella comprensione della mia persona. La mia più grande sfida è stata dare un significato all’esistenza“, ha confidato a cuore aperto.

Dopo aver asserito di non voler calpestare l’asfalto del paddock per un po’ di tempo, l’ex #6 in realtà si rifece vedere molto presto. Già nei test invernali del Montmelo, ad appena un paio di mesi dall’annuncio lui era lì. E ci tornerà successivamente dopo aver accettato l’offerta di Sky di fare da opinionista sia per gli inglesi, sia per gli italiani.

Effettivamente però, dall’addio alla top class non ha più guidato una vettura da corsa, né in circuito, né altrove. Mentre al contrario ha investito nella Formula E come serie, in quanto profondo sostenitore della tecnologia elettrica, e ha fondato una sua scuderia nel contesto della serie Extreme E dedicata agli off-road al 100% verdi.

Finora unico team-mate di Ham capace di mettere l’asso di Stevenage in crisi e poi di batterlo, potrebbe un giorno essere equiparato da George Russell, veloce e di talento, simbolo del futuro della Stella.  L’unica differenza sta nel valore della monoposto che hanno tra le mani. Allora le Frecce d’Argento erano imbattibili, oggi lo sono le Red Bull. Il che cambia ovviamente la posta in gioco per cui combattere.

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Chiara Rainis

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