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Formula 1

Mercedes nel panico: ecco quanto sono indietro rispetto a Red Bull

Published by
Chiara Rainis

Il boss Mercedes Wolff non nasconde la preoccupazione per la scarsa competitività della W14. E svela il gap dalla scuderia campione in carica.

C’era una volta la Mercedes ammazza campionati. Quella che si arrivava ai test invernali e si sapeva già che avrebbe vinto lei. Sembra passata una vita. Sembrano racconti di un altro mondo ed invece è l’altro ieri. Dopo aver cominciato con il basso profilo tra il 2012 e il 2013, la Stella è esplosa nel 2014 non appena venne lanciato il regolamento sulle power unit. Ovvero sulle costose e complicate unità motrici ibride, su cui lavorava da tempo per le vetture di serie.

E proprio grazie a questa sua abitudine a trattare la materia, l’introduzione voluta dalla FIA fu per lei una panacea. O meglio un trampolino di lancio. Con Hamilton e Rosberg dominò fino al 2016 e quando al posto di Nico arrivò il mite Valtteri Bottas, continuò a farlo con Lewis, fino al 2021, quando Max Verstappen ebbe la meglio almeno tra i piloti, lasciando ai tedeschi la sola coppa costruttori.

Il team principal Mercedes Toto Wolff (ANSA)

Il GP di Abu Dhabi, con tutte le sue annesse polemiche fu come il canto del cigno per l’equipe con base tra Brackley e Brixworth e nel 2022, storia dei giorni nostri, diede prova di aver smarrito lo smalto che fino a quel momento l’aveva caratterizzata. Il debutto delle vetture ad effetto suolo, con l’azzardo del progetto W13 a pance laterali azzerate sarà l’inizio del tracollo.  

Mercedes nei guai, il boss è in ansia

Analizzando la situazione attuale il team principal Toto Wolff ha parlato di un ritardo complessivo sulla Red Bull calcolabile addirittura attorno all’anno. Questo perché per corregge i difetti della vecchia monoposto si è perso tempo in termini di sviluppo del nuovo.

E qui forse l’errore più grave da parte di Stoccarda. Anziché scartare le line strette rivelatesi fallimentari sul vecchio progetto, le ha mantenute pure sulla W14, ottenendo come risultato, una replica del deficit patito l’annata scorsa.

Dati alla mano nelle prime due gare ha ottenuto un settimo e un quinto posto. Quindi, in Arabia Saudita, un quarto e un quinto. Niente rispetto a ciò a cui era abituata, quando accumulava doppiette su doppiette. Sebbene da qui ai prossimi GP dovrebbero arrivare dei piccoli ritocchi, per avere un primo importante aggiornamento Ham e Russell dovranno attendere il weekend di Imola del 21 maggio. 

Probabilmente abbiamo un ritardo che va dai sei ai dodici mesi, perché abbiamo faticato molto a capire cosa non funzionasse sulla vettura precedente. Ciò significa che dobbiamo raddoppiare la velocità in termini di evoluzioni, adottando un approccio logico e razionale. Se la RB19 è matura, il loro margine andrà a chiudersi con il passare delle gare“, ha riflettuto il 51enne parlando a RacingNews365.com.

Dal punto di vista dell’aerodinamica la galleria del vento potrà aiutare, ma ciò che il collettivo dovrà fare nel più breve lasso di tempo possibile, è intercettare cosa necessiti di essere inserito sulla macchina. “Compreso questo faremo grossi passi avanti. Tuttavia dovremo essere perfetti“, ha aggiunto quasi sollecitando i suoi a non commettere altri sbagli.

Malgrado il tetto di spesa non agevoli certo chi deve inseguire, il responsabile delle Frecce Nere ha cercato di guardare al prossimo futuro con discreto ottimismo. Convinto che Mad Max e Perez possano essere acchiappati. A proposito del rischio di una supremazia schiacciante degli austriaci da qui al 2026, quando entrerà in vigore la nuova normativa sui propulsori, il viennese ha risposto in maniera affermativa.Ciò malgrado questo è un campionato sportivo e tecnico con un budget cap definito. Per qui noi faremo di tutto per massimizzare la performance e dare del filo da torcere agli iridati in carica“, ha concluso.

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Chiara Rainis

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