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Formula 1

Ferrari, la statistica fa tremare i tifosi: ecco perché è un vero disastro

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Giovanni Messi

La Ferrari ha iniziato la stagione in uno dei modi peggiori di sempre in termini di performance e risultati. Ecco cosa dicono i numeri.

La Ferrari del 2023 rischia di essere una delle peggiori della storia, ed a livello di ritmo messo in mostra e di distacco dai primi della classe, siamo tornati ai livelli del 2020. All’epoca c’era la Mercedes ad ammazzare la competizione, mentre oggi è la Red Bull a fare ciò che vuole.

Ferrari SF-23 con Sainz in Bahrain (LaPresse)

La cosa negativa è che per la Ferrari la sostanza non cambia, visto che si trova sempre ad inseguire, senza alcuna speranza di vincere delle gare. A questo punto, c’è da tirare in ballo anche una statistica davvero drammatica, che si è verificata poche volte in passato.

Ferrari, l’inizio di stagione senza podi è da incubo

La Ferrari ha iniziato questa stagione senza mai salire sul podio nelle prime due gare, un qualcosa di estremamente negativo e che si è verificato poche volte a partire dagli anni Novanta in avanti. Dando un’occhiata alle statistiche e partendo nella nostra lettura dai giorni nostri, un primo esempio è dato dal 2021.

Charles Leclerc e Carlos Sainz non andarono oltre un quarto posto ottenuto ad Imola dal monegasco, ed il primo podio arrivò addirittura a maggio con il secondo posto dello spagnolo a Monte-Carlo. Per la cronaca, quella stagione si concluse senza alcuna vittoria, stesso discorso per quello che riguarda il 2014.

Nella prima stagione dell’era turbo-ibrida, del tutto dominata dalla Mercedes, la Ferrari salì sul podio per la prima volta soltanto alla quarta gara, con Fernando Alonso terzo in Cina, che tornò a bere lo champagne soltanto grazie all’eroico secondo posto in Ungheria, in piena estate.

Andò malissimo anche l’inizio della stagione 2011, quando lo stesso Alonso fu costretto a mangiare la polvere della Red Bull di Sebastian Vettel ed a salire sul podio soltanto alla quarta tappa in Turchia, ma almeno quella volta arrivò un successo, ottenuto dal due volte campione del mondo a Silverstone.

Fu un vero e proprio incubo anche il 2009, quando si dovette attendere Monte-Carlo per un terzo posto, ottenuto da Kimi Raikkonen, il quale firmò poi un’impresa storica portando una delle peggiori Rosse di sempre al successo al Gran Premio del Belgio, sul tracciato di Spa-Francorchamps.

In precedenza, la Scuderia modenese era sempre salita sul podio in almeno una delle prime due gare, e bisogna tornare al drammatico, sportivamente parlando, 1993 per trovare un’altra stagione iniziata in maniera così negativa. Quello era l’anno in cui arrivò, verso metà campionato, il grande Jean Todt sul ponte di comando, e non maturarono successi a causa di una delle peggiori vetture della storia per il Cavallino.

Come avrete notato, in nessuna delle occasioni che abbiamo citato la Scuderia modenese è mai riuscita a competere per un titolo mondiale dopo aver concluso le prime due tappe senza mai salire sul podio, il che la dice lunga sullo scadente potenziale della SF-23 che è attualmente in pista.

La SF-23 farà fatica a salire sul podio in questa stagione

Nella F1 è bene essere onesti con sé stessi e riconoscere quelli che sono i reali problemi. La Ferrari che si era vista in Bahrain, almeno con Charles Leclerc, era superiore alla Mercedes ed aveva l’opportunità di giocarsi il podio contro l’Aston Martin di Fernando Alonso, vera sorpresa di queste prime gare.

In quel di Jeddah, invece, si è confermato ciò che si temeva nei test, ovvero che questa macchina, sul passo gara, è solamente la quarta forza, che fa fatica a tenere anche il ritmo delle poco competitive frecce nere, le quali contano di rinvenire a partire dalle prossime gare grazie ad un progetto rivoluzionato.

Ferrari SF-23 con Leclerc a Jeddah (ANSA)

Per quello che riguarda la SF-23 non si pensa affatto ad una rivoluzione, ma è probabile che il nuovo concept si veda soltanto nel 2024. A questo punto, arrivare sul podio in qualche occasione sarà davvero una manna dal cielo, e c’è molto da riflettere sul lavoro pessimo svolto in questi anni nel modenese.

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Giovanni Messi
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