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Sunswift 7, il bolide che va col Sole: ecco come funziona

Published by
Chiara Rainis

Mentre l’Europa decide sul futuro dei motori endotermici, c’è chi porta in pista un’auto particolare come la Sunswift 7.

E’ decisamente un periodo di intenso fermento quello che sta vivendo l’automotive. In queste ore, a Bruxelles, si discute ancora della proposta di bandire dal territorio europeo, a partire dal 2035, la vendita dei veicoli a benzina e a diesel, ma da più parti impera lo scetticismo. L’Italia non ci sta e pure la Germania, ha fatto sapere tramite il proprio Ministro dei Trasporti che avvallerà il provvedimento, solamente se in cambio si aprirà ai mezzi alimentati con carburanti sintetici. Dunque, con i punti interrogativi di Bulgaria e Polonia l’adozione della normativa che pareva cosa fatta, entra nella zona grigia del dubbio.

L’auto a pannelli solari Sunswift 7 (Sunswift Official)

Si farà o non si farà la rivoluzione dell’automobile? Il quesito amletico resta al momento insoluto. Intanto qualcuno, molto lontano dal Vecchio Continente ha aguzzato l’ingegno e studiato un modo per risolvere le problematiche relative all’inquinamento ambientale provocato dall’utilizzo delle macchine. Come? Adesso lo scopriamo assieme.

E’ nata la Sunswift 7, qual è il suo segreto

L’impresa, davvero unica nel suo genere, ha trovato concretezza in Australia, precisamente all’Università del Galles del Sud. Una vettura dotata di pannelli solari ha marciato per dodici ore senza bisogno di fermarsi per la ricarica.

La Sunswift 7, questo il suo nome, è la prima quattro ruote totalmente elettrica, apparsa sul globo terrestre, ad aver percorso 1000 km, in meno di mezza giornata, e tutti di fila.

Il risultato, letteralmente da primato, è stato certificato come Guinness World Record dal board giudicante accorso sul tracciato dell’Australian Automotive Research Centre di Wensleydale. All’interessante e ammirevole progetto hanno partecipato cinquanta studenti nell’arco di diciotto mesi. L’intenzione, pratica, era quella di ottenere la massima efficienza possibile, senza limiti di forma e peso, al contrario di ciò che accade per i veicoli di serie.

Sotto il profilo della prestazione nuda e cruda non c’è che dire. Il prototipo creato agli Antipodi ha stracciato tutti. Giusto per dare un po’ di dati. Il consumo di energia si è attestato su 3,8 kWh ogni cento km, quando normalmente una full electric “brucia”  15 kWh/100 km.

Dietro c’è un big del Circus

A gestire e a dirigere i talentuosi ragazzi ci ha pensato il professor Richard Hopkins, ex direttore operativo della scuderia Red Bull  di F1 all’epoca dei quattro titoli iridati firmati Sebastian Vettel. “Anche se non può essere definita l’auto del futuro dato che costa parecchio e ci ha costretti a scendere a compromessi in termini di comfort, abbiamo dimostrato che è possibile rendere le macchine più efficienti, rispettose dell’ambiente e sostenibili“, ha affermato al termine dell’ambizioso tentativo..

Essenziale per la buona riuscita della prova si è rivelata la collaborazione con la Bilstein, azienda che si occupa della produzione di ammortizzatori e che ha creato un prodotto ad hoc muovendosi alla cieca e basandosi su parametri mai sperimentati prima.

Numerosi i test effettuati per trovare l’assetto ottimale, e non sono neppure mancati i classici intoppi. In particolare, a seguito di un danno al software di gestione della batteria si è reso necessario un pit stop che, secondo il regolamento, non sarebbe potuto durate più di un quarto d’ora.

Quando avanzavano appena otto secondi allo scadere del tempo, la Sunswift 7 ha ripreso a muoversi, completando, senza alcun problema, le 240 tornate del circuito utilizzato per l’esibizione.

I mille chilometri previsti sono stati coperti in undici ore, cinquantadue minuti e otto secondi, ad una velocità media di 84,25 Km/h. Un traguardo degno di nota, celebrato, giustamente da tutto il gruppo di lavoro che si è dato da fare per renderlo fattibile.

Detto ciò la Sunswift 8 è già in produzione con l’obiettivo di abbassare ulteriormente il riscontro cronometrico.

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Chiara Rainis

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