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Formula 1

Red Bull, ecco dove fa la differenza la RB19: i rivali sono condannati

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Giovanni Messi

La Red Bull RB19 ha una serie di segreti che la rendono invincibile. Cerchiamo di capire in quali aree c’è maggior differenza con gli altri.

In casa Red Bull si può cominciare a mettere in frigo lo champagne, perché la stagione di F1 targata 2023 non pare fornire spunti interessanti. Max Verstappen ha dettato legge in Bahrain, dominando dal primo all’ultimo giro dopo aver messo a referto la pole position, seguito dal compagno di squadra Sergio Perez, il quale ha perso ogni possibilità di dar battaglia al compagno di squadra alla partenza.

La Ferrari di Charles Leclerc era infatti riuscita ad infilarsi tra le RB19, ma il sogno di poter chiudere al secondo posto è durato solo una ventina di giri o poco più, poi Checo si è preso senza problemi la piazza d’onore. Di problemi, ed anche tanti, ne hanno gli avversari, assolutamente troppo lontani per poter pensare di competere con il team di Milton Keynes.

Pare proprio che con queste F1 ad effetto suolo tutti ci abbiano capito poco, con una crisi di gomme che colpisce i rivali della Red Bull dopo pochissimi giri. Soltanto Verstappen e Perez, infatti, riescono a gestire la monoposto senza perdere prestazione, e con ogni tipo di mescola, tra cui spicca la Soft.

La superiorità messa in mostra con la gomma più morbida rende bene l’idea del grande vantaggio su questa monoposto può contare, con Adrian Newey che ha forgiato l’ennesimo capolavoro. Parlare di un segreto unico, quando c’è un vantaggio tanto ampio, è davvero complesso, ed ora cercheremo di capire in quali aree questa vettura sta facendo la differenza sui rivali.

Red Bull, l’effetto suolo è studiato nei minimi dettagli

Le monoposto ad effetto suolo sono terreno fertile per il genio di Adrian Newey, che si laureò proprio con una tesi che parlava di tale argomento prima di entrare a far parte di questo mondo. Il progettista della Red Bull aveva stupito tutti, lo scorso anno, per quel canale creato sotto le pance, ma questa vettura ha tante aree in cui riesce a fare la differenza.

Sicuramente c’è di mezzo la scelta di puntare su una sospensione anteriore di schema pull-rod, con il push-rod al posteriore, un qualcosa di diametralmente opposto rispetto alla concorrenza. Un comparto sospensivo efficiente è determinante nella conservazione delle gomme, che paiono non usurarsi mai su questa RB19.

Oltre a questo c’è sicuramente dell’altro, come sottolineato anche da Charles Leclerc, che quasi imbarazzato, dopo l’ennesimo ritiro, ha affermato: “Loro hanno trovato qualcosa, non si è mai visto che una vettura che va come noi o poco più in qualifica abbia un vantaggio di un secondo in gara“.

Effettivamente, pare essere proprio questo il punto, con la Red Bull che riesce ad avere un gap enorme sotto questo aspetto. La RB19 riesce a viaggiare con altezze da terra sempre minime, cosa che invece non avviene con gli avversari. Chi per problemi di porpoising, chi per altro, la concorrenza non è in grado di sfruttare al 100% l’effetto suolo, cosa che sul siluro di Max Verstappen e Sergio Perez avviene sempre.

La sospensione anteriore fa un grande differenza

Il fatto che la RB19 vada bene con ogni mescola ed in qualsiasi condizione a livello di carico del serbatoio, rende bene l’idea di una vettura che è perfetta. La monoposto del team di Milton Keynes genera un carico aerodinamico mostruoso dal corpo e dal fondo della vettura, cosa che consente di andare in pista con delle ali molto scariche.

Questo permette all’auto di ottenere delle velocità di punta molto elevate, e soprattutto, di non perdere nel misto, esattamente il guaio che ha colpito la Ferrari e la Mercedes. Secondo quanto riportato da “La Gazzetta dello Sport“, come anticipavamo prima, il vantaggio maggiore viene dalla sospensione anteriore, che è come se fosse “attiva”, ma che è ovviamente legale.

In questo modo, si ottiene il massimo della tenuta di strada e si evita anche il surriscaldamento degli pneumatici, cosa che sta invece attanagliando gli avversari. L’altezza da terra, controllata da un ottimo rapporto tra sospensioni e downforce, è il grande segreto di questa Red Bull, che genera carico aerodinamico senza mai stressare le coperture. Per i rivali la vita si fa durissima.

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Giovanni Messi
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