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Motomondiale

Ducati può “difendere” il marchio connazionale: ecco di cosa si tratta

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Giovanni Messi

La Ducati punta ad una stagione da grande protagonista, e c’è anche un motivo patriottico che può spingerla a far ancora meglio. Ecco quale.

Manca ormai poco più di un mese al via della stagione della MotoGP targata 2023. La Ducati si presenta al via del campionato con una vera e propria armata, confermando le otto moto al via. Come lo scorso anno, due saranno affidate al team factory, due al team Pramac ed altrettante al Mooney VR46 Racing Team ed al Gresini Racing.

Ducati Pecco Bagnaia durante i test di Sepang (ANSA)

Le prime due squadre elencate avranno a disposizione la nuovissima Desmosedici GP23, mentre gli altri dovranno fare il possibile con la moto che ha dominato la scorsa stagione. Questo significherà essere subito competitivi ad inizio anno, ma è chiaro che con il passare delle gare la GP23 verrà fuori, ed anche le case rivali potrebbero approfittarne a suon di sviluppi.

La casa di Borgo Panigale, per quello che riguarda la squadra ufficiale, potrà contare su una coppia di piloti eccezionale, visto che al campione del mondo Pecco Bagnaia sarà affiancato anche Enea Bastianini. Il rider riminese ci ha fatto vedere lo scorso anno di cosa è capace, ed è ovvio che arriva nel team factory per vincere e non certo per fare da valletto al compagno di squadra.

Già nel 2022 i due ci hanno regalato diversi confronti in cui si sono sfidati a suon di sorpassi e controsorpassi, e c’è la sensazione che Bastianini possa seriamente infastidire il dominio del campione in carica. La Ducati ha già ottenuto ottime sensazioni nei test di Sepang, nella quale ha dominato la scena, spaventando e non poco la concorrenza. La Honda e la Yamaha sono in alto mare, mentre la KTM è un mistero. L’Aprilia sembra essere la seconda forza, ma non pare pronta per giocarsi il titolo.

Il 2023 dovrà dunque essere l’anno della riconferma dopo la dittatura dello scorso anno, e lo staff diretto dall’ingegner Luigi Dall’Igna pare avere le idee chiare su come migliorare ancora. Tra gli obiettivi può esserci anche quello romantico di difendere un primato che appartiene ad una vecchia gloria delle due ruote.

Ducati, c’è da proteggere anche un dato della MV Agusta

La casa più vincente nella storia del Motomondiale in termini di costruttori è la Honda, che ha un enorme vantaggio sulla concorrenza, avendo totalizzato ben 72 titoli iridati. Ne ha vinti 2 in Classe 50, 15 in 125, 19 in 250, 6 in 350, 13 in 500, 5 in Moto3 e 12 in MotoGP. Si tratta di statistiche da record, con la Ducati che da questo punto di vista non rientra neanche nella top ten.

La casa di Borgo Panigale ne ha vinti tre di fila dal 2020 al 2022, e con quello del 2007 è arrivata a quota quattro, mentre i piloti sono due, portati a casa da Casey Stoner e Pecco Bagnaia. La Rossa delle due ruote è la grande favorita per quello che riguarda il 2023, e vincendo ancora potrebbe continuare a preservare un dato relativo alla gloriosa MV Agusta.

Il marchio di Varese è infatti seconda nella storia a quota 37 titoli, alla pari della Yamaha. La casa di Iwata ne ha portati a casa 4 in Classe 125, 14 in 250, 5 in 350, 9 in 500 e 5 in MotoGP, mentre la MV Agusta ne ha ottenuti 7 in 125, 5 in 250, 9 in 350 e ben 16 in 500, più di chiunque altro ai tempi in cui la top class si chiamava in questo modo.

In casa Ducati c’è anche questo orgoglio particolare, proprio dopo una coincidenza clamorosa che si è verificata lo scorso 6 novembre. Bagnaia è stato infatti il primo italiano su moto italiana ad imporsi in top class a cinquant’anni esatti dall’ultima volta, quando il grande Giacomo Agostini, nel 1972, divenne re proprio su MV Agusta.

Si tratta dei classici ma sempre affascinanti corsi e ricorsi storici, che fanno sempre sognare i tifosi e che danno una speranza in più a chi crede fermamente nel motociclismo italiano. Dopo anni di domini di rider spagnoli e di moto giapponesi, il vento è finalmente cambiato, e sembra davvero il momento per una nuova era.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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