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Targa dell’auto persa o deteriorata: cosa bisogna fare

Published by
Chiara Rainis

Può capitare di perdere la targa della propria auto o di deteriorarla. Ecco tutti i passi da compiere per rimediare e i relativi costi.

La targa è l’identificativo imprescindibile del veicolo che stiamo guidando. Una sorta di carta d’identità senza la quale non potremmo circolare. A volte però possono capitare degli imprevisto. Che ci sia stata rubata, che sia caduta per varie ragioni o che sia rovinata, è necessario correre ai ripari in tempi brevi.

Targa auto (AdobeStock)

Ma quando ci si trova a dover affrontare una situazione del genere cosa si fa? Per prima cosa è obbligo del proprietario del mezzo avvisare gli organi competenti. Nella fattispecie la polizia. Non attivarsi entro 48 ore dall’evento, qualunque esso sia, può farci rischiare una multa salata.

In caso di fermo ad un posto di blocco, infatti, se trovati privi di targa, o con la stessa illeggibile, dovremo pagare una sanzione pecuniaria tra gli 84 e i 335 euro.

Targa auto, cosa fare se rovinata, persa o rubata

Dopo aver denunciato il fatto alle autorità, l’automobilista dovrà attendere almeno quindici giorni, ovvero il periodo necessario per escludere il ritrovamento. Durante questo lasso di tempo, la vettura potrà tranquillamente essere utilizzata, a patto di applicare preventivamente una targa provvisoria fatta su cartoncino bianco. I numeri e le lettere dovranno essere gli stessi dell’originale ed essere scritti con pennarello nero indelebile.

Se poi trascorse le due settimane, non dovesse esserci alcuna buona nuova, allora si potrà domandare la reimmatricolazione presso gli uffici della Motorizzazione, oltre alla reiscrizione al PRA della macchina. In questa maniera si otterrà il nuovo contrassegno e il Documento Unico di Circolazione.

Quali sono i documenti necessari

Per avviare tale pratica burocratica bisognerà munirsi del Certificato di Proprietà Cartaceo (CdP) o di foglio complementare, qualora non sia stato rilasciato in versione digitale (CDPD). O ancora  di Documento Unico di circolazione e di proprietà del veicolo (DU).

Andranno allegate altresì la denuncia di smarrimento, furto o distruzione rese alle autorità. L’eventuale targa rimasta o quella deteriorata. La del documento di identità/riconoscimento dell’intestatario. E il certificato di residenza o dichiarazione sostitutiva se la stessa non è riportata sul documento presentato.

A chi rivolgersi e i costi da affrontare

Raccolta la documentazione bisognerà riferirsi allo Sportello Telematico dell’Automobilista (STA) via modulo TT 2119, nel caso in cui il soggetto disponga del certificato di proprietà del mezzo. Altrimenti ci si può rivolgere all’ACI o a un’altra agenzia dedicata alle pratiche automobilistiche, sostenendo i costi aggiuntivi.

Se invece si vuole evitare di sborsare denaro, basta andare sul sito della Motorizzazione Civile e inoltrare il tutto online.

Assieme alla richiesta di reimmatricolazione, andrà poi domandato il rinnovo dell’iscrizione del veicolo al Pubblico Registro Automobilistico attraverso il modulo NP2, a disposizione nelle sedi dell’ACI, agli uffici della STA, alla Motorizzazione e sul web.

Per quanto concerne la spesa da affrontare, sono essenzialmente 5 gli step che ci attendono. 27 euro di emolumenti ACI. 32 euro di imposta di bollo per l’iscrizione al PRA. 10,20 euro per i diritti del Dipartimento Trasporti. 32 euro per l’imposta di bollo per la reimmatricolazione. E poco meno di 45 euro per la targa nuova. In questo caso la somma varia a seconda della provincia di provenienza.

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Chiara Rainis

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