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Formula 1

Quale laurea ci vuole per lavorare in F1? Le varie possibilità

Published by
Chiara Rainis

Molti sognano di lavorare in F1, ma come si sa entrarci non è semplice. Il primo passo sono degli studi adeguati. Ecco in cosa è meglio orientarsi.

Chi ha frequentato il paddock lo sa. Chiunque lavori nel Circus, in qualsiasi ruolo non può permettersi di non dare il massimo. Tutti sono pressati a dare il meglio. Dalle hospitality, ai box. Dalla stampa, ai piloti, ai tecnici. Insomma nessuno escluso, il livello di professionalità deve essere altissimo. Di sicuro in F1 non c’è spazio per gli improvvisatori. Già solo questo dovrebbe far capire che entrare a far parte di tale élite, richiede impegno, dedizione e investimenti personali.

F1, Ferrari (ANSA)

Proprio per la sua caratteristica di apice del motorsport, è certamente ambita e desiderata. Ma quale titolo di studio è necessario avere per potersi almeno giocare qualche carta?

F1, quale laurea bisogna conseguire?

Ovviamente le risposte sono molteplici e dipendono dal tipo di carriera a cui si punta. Se si è interessati agli aspetti più tecnici è d’obbligo orientarsi verso l’ingegneria, in particolare quella meccanica, del veicolo, industriale, gestionale e dei materiali. L’evoluzione della disciplina ha fatto sì che aumentasse la necessità di affidarsi a figure specializzate in elettronica, in informatica e in tutto ciò che riguarda l’energia.

Qualora invece si preferisse inserirsi in un contesto finanziario o promozionale, economia e marketing sono le scelte migliori. E’ comunque sempre consigliabile riferirsi a università di alto profilo, magari con la maggior parte dei corsi effettuati in lingua inglese.

Perché, e qui è un altro aspetto cruciale, la top class dell’automobilismo è un ambiente internazionale e non ci si può permettere il lusso di non conoscere nemmeno un idioma straniero. Sotto questo aspetto, essendoci molta concorrenza che proviene da un po’ tutte le latitudini, è bene prendere il percorso universitario molto seriamente, in quanto se come voto finale si è ottenuto meno di 95, si viene estromessi di default.

Un suggerimento valido è anche quello di tenersi sempre informati sui siti web delle scuderie. Ad esempio Alpha Tauri collabora con la MUNER, la Motorvehicle University of Emilia Romagna. In questo contesto gli studenti vengono formati ad hoc per poter avere uno sbocco nell’universo delle competizioni a quattro ruote. I posti a disposizione sono 120, quindi il numero è chiusissimo, ma se magari si ha già una laurea alle spalle, si può tentare di farvi la specialistica.

Per chi vuole entrare nella classe regina come addetto stampa o giornalista, deve conoscere almeno una lingua straniera ed essere laureato in discipline che riguardano la comunicazione.

Cosa succede se non si è laureati

Chi invece, non possiede alcun titolo oltre al diploma e a tutti i costi vuole vivere l’emozionante esperienza di mettersi alla prova nel Grande Circo delle monoposto, basta che si affidi alle aziende che si occupano della formazione del personale in ogni ambito delle gare.

Un esempio è la Motorsport Technical School che ha sede a Lesmo, praticamente all’Autodromo di Monza. Creata nel 2011 ha permesso da centinaia di giovani di crearsi un proprio spazio tra le auto e le moto, e parliamo sia di meccanici, che di ingegneri di pista o telemetristi. In tutti i casi, accanto alle lezioni frontali in classe, sono organizzate diverse ore di pratica in circuito.

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Chiara Rainis

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