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Formula 1

F1, Red Bull vs Ferrari: il primo confronto tra RB19 e SF-23

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Davide Russo

Red Bull Racing e Ferrari sono già scese in pista. Le due rivali della scorsa annata hanno perfezionato i loro bolidi per darsi battaglia nel 2023.

La prima grande notizia è che la Scuderia Ferrari non ha tradito la sua filosofia di auto ad effetto suolo. Dopo la delusione dello scorso anno, i tecnici avrebbero anche potuto stravolgere lo stile della F1-75, allineandosi a quello dei campioni con sede a Milton Keynes. La Red Bull Racing, del resto, ha conquistato 17 Gran Premi su 22, oltre a 2 Sprint Race.

RB19 -SF23 (Media ufficiali Red Bull Racing – Ferrari)

Max Verstappen ha dominato la scena, tuttavia nella prima fase di stagione la Rossa aveva dato molto filo da torcere alla RB18. La squadra austriaca fu costretta a correre ai ripari, dopo tre ritiri nei primi tre round del 2022. Una volta risolti i guai tecnici ed alleggerita la wing car, già dal quarto round ad Imola in poi, non c’è stata storia. Dopo l’hat-trick in Bahrain e il grand chelem in Australia di CL16, il figlio d’arte di Jos si presentò in Italia con un ritardo di 46 punti dal monegasco.

Sembrava poter essere l’inizio di un ciclo vincente, seguendo il diktat del presidente John Elkann, ma le ambizioni dei ferraristi si sciolsero come neve al sole. La primavera europea emise il suo giudizio. La Rossa non era all’altezza dei rivali austriaci. Tra avarie ai nuovi motori Superfast, strategie sbagliate ed errori alla guida, Leclerc finì per dilapidare un enorme vantaggio. Le responsabilità principali erano imputabili all’affidabilità del mezzo, piuttosto che all’incapacità del pilota.

Leclerc è stato capace di siglare 9 pole position, due in più dell’avversario olandese. Avrebbe dovuto cogliere almeno il doppio delle vittorie, per ammissione anche dello stesso Binotto, ma ha vinto solo 3 tappe. La terza al Red Bull Ring, tra le mura nemiche. Sainz, invece, ha colto due pole e una sola vittoria, nel Gran Premio d’Inghilterra. La base di partenza c’è, ma l’erede della F1-75 non dovrà più lasciare a piedi i ferraristi. Sotto il cofano il nuovo motore Superfast dovrà risultare super affidabile ed evitare i guai che portarono Sainz e Leclerc a sostituire ben 6 PU a testa.

Le novità della Ferrari SF23

La Rossa, al primo colpo d’occhio, è sembrata una copia con maggior carbonio della monoposto dello scorso anno. La Ferrari ha scelto di conservare un cofano motore molto piccolo e slanciato. La nuova auto ad effetto suolo, nei primi metri percorsi da Leclerc in pista a Fiorano, è sembrata più puntata all’anteriore. I millimetri in più imposti dalla FIA hanno cambiato le carte in tavola. I tecnici hanno dovuto alzare la wing car e la nuova scatola del cambio si è resa indispensabile per esigenze aerodinamiche, oltre che per motivi meccanici.

Lo schema sospensivo è stato confermato, estremizzando alcuni concetti visti nel 2021. Non c’è il triangolo superiore che ha lasciato il posto a due bracci multi-link, in stile Mercedes e Red Bull. Il muso anteriore ora è più stretto e scavato nella V in basso. La soluzione delle pance “a vasca” è rimasta, ma ora sono più rientranti nella parte posteriore. Le branchie sono divise in due parti, per permettere di far respirare meglio la bestia. Gli alettoni e tutte le altre soluzioni dovranno essere valutate nei primi giorni di test. A meravigliare è l’ampia scritta Ferrari in bianco sull’alettone posteriore. Dopo aver fatto impazzire i fan a Monza è stata conservata.

La Red Bull Racing, per ora, non ha mostrato le reali novità. La classica livrea della casa dei tori è stata svelata in un evento a NY. La RB19, ricoperta da una marea di sponsor, nel giorno della presentazione è apparsa uguale a quella dello scorso anno. In pista, invece, in occasione del filming day si sono intraviste novità importanti. Muso più largo, ala anteriore con flap retto stile Ferrari, airbox visibilmente più piccolo e chissà quali altre magie ha in serbo il geniale progettista Adrian Newey.

Dai primi scatti Ferrari e Red Bull Racing sono rimaste fedeli a loro stesse, non rinunciando a perfezionamenti mirati. Entrambe risulteranno più leggere ed estreme. Mercedes W14 permettendo, la RB19 e le SF-23 infiammeranno i tracciati nel 2023. Il cronometro sarà il giudice supremo.

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Davide Russo
Tags: Primo Piano

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