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MotoGP

Quartararo è preoccupato: ecco cosa non va con la Yamaha

Published by
Chiara Rainis

Nella giornata conclusiva dei test sul circuito di Sepang Quartararo non nasconde la delusione. La M1 è tutta da ricostruire?

Viaggia nella nebbia la Yamaha dopo la tre giorni di prove generali in quel della Malesia. I segnali positivi avuti sabato non hanno infatti trovato conferma domenica. Fabio Quartararo si è dovuto accontentate della 19esima piazza con il crono di 1’58″986. Stesso tempo del suo compagno di squadra Franco Morbidelli.  Il transalpino è riuscito a coprire ben 63 tornate, ma sul giro secco ha ammesso di aver faticato e non poco per ragioni che ancora non sono ben chiare.

Fabio Quartararo su Yamaha M1 (Ansa Foto)

Ciò che è certo è che i problemi sono gli stessi del 2022. Ciò significa che nel corso dell’inverno il team non è stato in grado di trovare una soluzione. “Con le gomme nuove è un disastro, ma sono molto contento della velocità di punta. Una cosa che domandavo da tempo“, ha analizzato l’ultimo riscontro ottenuto dalla pista di Sepang cercando di mettere in luce i punti positivi.

Quartararo preoccupato, cosa non lo ha convinto

Dopo aver verificato sul campo la validità dei numerosi pezzi nuovi forniti dalla scuderia del Diapason, il rider di Nizza si è però definito perplesso. Le sensazioni non sono state quelle attese. Almeno per quanto riguarda alcune aree. Mentre un briciolo di serenità e conforto è arrivato dal passo tenuto con le gomme usurate.

Sulle coperture con ventidue giri alle spalle, ero alla pari con il leader, ma non appena ho montato quelle fresche è stato un incubo“, ha denunciato affranto.

Buone notizie sono arrivate sul fronte top speed, anche se la Ducati resta su un altro pianeta. Un dato di fatto che ha agitato e non poco El Diablo, consapevole che allo start del campionato basterà un attimo di distrazione per scivolare nelle retrovie.

Non abbiamo idea del perché siamo così in difficoltà“, ha commentando confermando che i grattacapi maggiori li ha avuti nella ricerca di un riscontro cronometrico decente. Se in sella gli sembrava di andare bene, il risultato finale era diverso. Questo senza avere problematiche di aderenza, o altro.

Non so cosa stia succedendo e questo è il guaio più grande“, ha sostenuto ammettendo che da qui al Portogallo ci sarà da rimboccarsi le maniche, specialmente perché le qualifiche ogni anno acquistano sempre maggior importanza e la sua M1 sta diventando più debole in quella fase.

Tra l’altro, nel Mondiale che scatterà a fine marzo ci sarà un ostacolo in più rappresentato dalla Sprint Race. “Nel 2019, al mio debutto di categoria, avevo segnato molte pole position. Oggi sarebbe impossibile. E la cosa peggiore è che non sappiamo il perché“, ha ribadito il concetto piuttosto amareggiato.

Nelle settimane che ci dividono dal 26 marzo, in Giappone dovranno spremersi le meningi per scovare il modo per rendere il gap dalla Desmosedici meno evidente per quanto concerne il time attack.

Sulla distanza invece, mi sento abbasta a mio agio. Il fatto è che si finisce attardati in griglia diventa complicato battersi per la vittoria. E ugualmente per le prime cinque posizioni“, ha poi concluso secco il campione 2021 dettando i compiti per sé, ma soprattutto per il gruppo tecnico.

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Chiara Rainis

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