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Formula 1

Vettel, arriva l’ammissione sulla Ferrari: fan completamente spiazzati

Published by
Chiara Rainis

Ormai da ex della F1 Vettel ripercorre a voce la sua carriera in F1 e rivela di non avere grossi rimpianti. Specialmente riguarda un periodo.

Era il 2014. Allora Sebastian Vettel correva per la Red Bull, ma dopo un dominio durato dal 2010 al 2013, l’ingranaggio si era inceppato. Colpa di Daniel Ricciardo, principalmente. Della sua fame di successo e della sua gioventù. In un attimo, dall’essere il leader indiscusso del team, il tedesco si trovò trasformato in membro alla pari dell’australiano, da cui tra l’altro prese sonore scoppole.

Sebastian Vettel (ANSA)

A fronte di tale caduta, il passo da lì all’addio sarà breve. E quale miglior destinazione della Ferrari? A Maranello erano reduci da un periodo Alonso andato peggio del previsto, e il desiderio di ritentare subito il colpaccio con un campione era troppo succulento per dire di no a Seb che, a Milton Keynes aveva vinto quattro titoli di fila.

Come sappiamo, però, la storia andrà diversamente. I risultati non si riveleranno mai particolarmente significavi. Al contrario, l’erede di Schumacher diventerà due volte vice-iridato nel 2017 e nel 2018, e nulla di più.

Quattordici saranno i GP che lo vedranno primeggiare vestito di rosso, anche se il 35enne non sarà mai davvero in grado di insidiare la Mercedes. Rinvigorita dal nuovo regolamento tecnico che dal 2014 imporrà il passaggio dai motori endotermici alle power unit ibride, infatti, la Casa di Stoccarda rimarrà imbattuta fino al 2021 per quanto concerne i costruttori, e fino al 2020 per i piloti.

Vettel rivela perché la Ferrari è un bel ricordo

Quindi, battaglia persa per il #5, il quale verrà poi accantonato per far posto a Carlos Sainz. Prima dall’uscita di scena trascorrerà due annate a Silverstone, all’Aston Martin, senza cavare un ragno dal buco.

Ma cosa è rimasto nella mente e nel cuore del driver germanico dei Mondiali passati al Cavallino?  “Nonostante tutto mi sono divertito“, ha confessato al podcast  Beyond the Grid. “Sento di avere un legame emotivo molto forte con l’Italia e la sua gente. Oltre che con la squadra modenese. Di conseguenza correre con quella livrea per me è stato un onore. Così come lo è stato rappresentarla in F1“.

Come detto, il percorso è stato piuttosto accidentato, eppure il bello sembra aver preso il sopravvento nella testa di Sebastian.Abbiamo vissuto grandi momenti assieme. Si tratta di qualcosa che mi porterò sempre dentro. Senza tralasciare le diverse relazioni che ho potuto intrecciare. In termini di cifre, ho fallito. Il mio target era vincere il campionato e non sono stato capace di portare a termine la missione“, ha ribadito un concetto espresso in più occasioni.

Errori, “lisci” del box, del muretto, sfortuna e competitività dei rivali hanno fatto il resto. “Con le Frecce d’Argento tanto forti e un Lewis Hamilton così in palla, è stato impossibile dire la mia. Ormai comunque mi sono messo l’animo in pace. Era i migliori e hanno meritato di arrivare davanti“, ha riconosciuto sportivamente la superiorità dei competitor sostenendo poi di non avere rimpianti. Je ne regrette rien. Avrebbe detto la celebre cantante francese Edith Piaf. Consapevole che in ogni caso tormentarsi non servirebbe, dato che indietro non si può tornare. E quel che è fatto è fatto.

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Chiara Rainis

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