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Motomondiale

MotoGP, la Honda è già spacciata? C’è una voce che spaventa Marquez

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Giovanni Messi

La Honda dovrà fare di tutto per tornare al vertice della MotoGP, ma recuperare non è facile. Il pilota della casa nipponica ne parla.

La MotoGP è uno sport dove recuperare il terreno perduto non è più facile come una volta, visto che, come in F1, i test sono diventati molto limitati e non c’è quella possibilità di provare in pista per capire a che punto può essere una moto. Tutto ciò è un grosso vantaggio per la Ducati, divenuta negli ultimi anni il punto di riferimento del mondo delle due ruote, ed è tutto il contrario per la Honda.

MotoGP Honda Marc Marquez spera nel miracolo (ANSA)

La casa giapponese sta vivendo un periodo terribile, il peggiore di sempre da quando la top class si chiama MotoGP. Il 2022 si è chiuso con il sesto ed ultimo posto della classifica costruttori, e la squadra diretta da Alberto Puig è stata l’unica a non ottenere neanche una vittoria, cosa riuscita alla Ducati, all’Aprilia, alla KTM, alla Yamaha ed alla Suzuki.

Quella che una volta era il riferimento assoluto della MotoGP è divenuta, nel giro di pochissime stagioni, il fanalino di coda, e per recuperare occorrerà del tempo. Marc Marquez, dopo i test di Valencia di novembre, aveva chiuso la stagione con alcune parole inquietanti per i suoi tifosi e la squadra per cui corre, affermando che anche con la moto aggiornata sarebbe stato impossibile lottare per il titolo mondiale.

La RC213V ha gravi problemi di guidabilità nelle curve, oltre ad essere troppo scorbutica nell’inserimento. Anche un alieno come Marquez fa una fatica enorme nel portarla al limite, ed è proprio per questo che nei soli 12 week-end dello scorso anno a cui ha preso parte abbia totalizzato ben 18 cadute. Pensare di poter dare battaglia alla Ducati di Pecco Bagnaia, in queste condizioni, appare molto difficili, e le ultime parole di un tester della casa nipponica non fanno ben sperare.

MotoGP, Stefan Bradl testa la Honda e la commenta

La Honda è la casa più vincente nella storia della MotoGP, ma ora è a secco di titoli dal lontano 2019, quando Marc Marquez portò a casa il sesto alloro iridato tra i piloti in sette stagioni. Da quando la top class si chiama così e non più 500, la casa giapponese ha vinto ben 10 titoli mondiali, sei con il nativo di Cervera, due con Valentino Rossi, ed uno a testa per Nicky Hayden e Casey Stoner.

Il digiuno più lungo dal trono mondiale è quello che è intercorso tra il 2007 ed il 2011, quando la Yamaha si prese la scena con il “Dottore” e Jorge Lorenzo ed anche la Ducati conobbe la gloria con Stoner. Dal 2011 in poi, prima grazie all’australiano e poi a Marquez, la Honda è tornata a dominare la scena, ma ora la crisi è ricominciata.

In questi giorni, il tester Stefan Bradl ha girato con la nuova RC213V sul tracciato di Jerez de la Frontera, proprio quello che costò il terribile infortunio al braccio destro a Marquez tre anni fa. Tra le novità testate c’è il nuovo forcellone ed il nuovo scarico, sotto lo sguardo attento del nuovo direttore tecnico, ovvero Ken Kawauchi, arrivato poco fa dalla Suzuki.

Il tedesco, che lo scorso anno ha corso una gran parte di gare in sostituzione del #93, ha avuto la possibilità di tornare in sella e di valutare i progressi del nuovo prototipo, commentando poi con le sue prime considerazioni. Dalle sue dichiarazioni, si capisce che la Honda potrà difficilmente pensare di giocarsi il titolo.

Ecco le sue parole a “Speedweek.com“: “Al momento, posso già garantire che non faremo alcun miracolo. Non metteremo a segno dei giri record o vinceremo, questo è un processo che richiede del tempo, siamo solo ai primi passi della nostra fase di recupero, ma ci stiamo provando con tante soluzioni“.

Tornando alle novità tecniche testate da Bradl, va segnalato il nuovo scarico dell’Akrapovic, così come un forcellone realizzato dalla Kalex, che Marquez aveva già testato in alcuni week-end di gara della passata stagione. Il tester tedesco ha anche affermato che con Kawauchi nel box si avverte già il sapore del cambiamento, che fa ben sperare in chiave futura, anche se, come detto, di miracoli immediati non ce ne saranno.

La Honda potrebbe partire per la nuova stagione di MotoGP ponendo tutto sulla difensiva, augurandosi che Marquez possa tirare fuori qualcosa di incredibile come suo solito. L’otto volte campione del mondo del Motomondiale ha dimostrato di avere ancora quel qualcosa in più, di poter fare la differenza anche su una moto poco competitiva. La HRC si aggrappa a questo, sperando di ottenere i risultati migliori possibili in attesa di una crescita tecnica.

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Giovanni Messi
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