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Formula 1

La Mercedes W13 era pericolosa? Arriva l’ammissione del boss

Published by
Chiara Rainis

L’ingegnere Mercedes svela le preoccupazioni del 2022. Intanto alla base del team si sta lavorando alacremente per la rivincita.

L’ammissione arriva direttamente dai vertici della Stella. La monoposto dello scorso anno oltre ad essersi dimostrata poco competitiva, non sarebbe neppure stata particolarmente solida. In poche parole Hamilton e Russell avrebbero rischiato parecchio al suo volante.

Nello specifico al causa dei vistosi saltellamenti, Lewis avrebbe lamentato forti dolori alla schiena e alla mascella. Tanto cheal termine del weekend dell’Azerbaijan, forse il GP più duro dal punto di vista fisico per la coppia Mercedes e per l’inglese in particolare, il team principal Toto Wolff si era addirittura voluto scusare pubblicamente.

Lewis Hamilton su Mercedes (LaPresse Foto)

Grazie al notorio peso politico del brand tedesco in F1, la FIA si impegnò successivamente a creare una nuova normativa in modo da poter permettere alla squadra di mettere una pezza e mitigare lo svantaggio su Red Bull e Ferrari. Ma nonostante l’evidente ripresa, anche per la fortissima amrata germanica, non è stato possibile compiere il miracolo.

Mercedes ammette le sue colpe, cos’è successo

Tornando con la mente ai mesi più critici dell’annata passata Andrew Shovlin, responsabile degli ingegneri delle Frecce d’Argento, ha ammesso che la W13 mandata in pista a Imola, Baku e Montreal era addirittura “pericolosa”.

Qualcosa che, venendo da un dominio molto lungo, di certo non si potevano immaginare che potesse accadere. “Poter contare su un pilota esperto come Lewis è stato fondamentale“, ha dichiarato a Motorsport.com, convinto del peso delle indicazioni fornite dal sette volte iridato per uscire almeno un po’ dall’impasse.

Per fortuna la sfida peggiore che potesse esserci, ce la siamo messa alle spalle. Il prossimo campionato vogliamo tornare a lottare davanti“, ha rilanciato determinato i propositi per il Mondiale che partirà il prossimo 5 marzo dal Bahrain.

Inevitabile il pensiero ad Ham e ad un ambito riscatto dopo la sconfitta brutale e bruciante rimediata ad Abu Dhabi 2021, che non ha potuto verificarsi e concretizzarsi proprio a causa di una vettura al di sotto delle attese. “Aveva approcciato il 2022 con la volontà di rispondere a quanto avvenuto a Yas Marina, ma noi non siamo stati in grado di consegnargli un mezzo capace di assecondarlo. E’ stato difficile per tutti noi“, ha fatto ammenda, ricoscendo però come il gruppo abbia reagito unito e come adesso le prospettive siano nettamente migliori.

Trovarsi a gestire una macchina malriuscita quando si arriva da una stringa considerevole di successi non è semplice. Ti porta a farti continue domande su ciò che devi cambiare e tenere. Ed è esattamente ciò che abbiamo vissuto“, ha infine commentato.

Lo sviluppo della nuova auto procede spedito

Intanto in queste ore l’equipe con base a Brackley e Brixworth sta concludendo i crash test necessari per ottenere l’omologazione della nuova W14, che verrà presentata ufficialmente il 15 febbraio. Allo stesso modo sono in fase di completamento i primi chassis, mentre si stanno sviluppando scocca e powertrain.

Da quanto emerge dalle indiscrezioni, le famose fiancate quasi azzerate dovrebbero essere mantenute soltanto parzialmente. Mentre sono stati rivisti del tutto il cambio e la sospensione posteriore, così da limitare il più possibile porpoising e bouncing, che tanti rallentamenti hanno creato nella passata stagione. Sul fronte power unit, sarebbe già stati operati i long run al banco, con esito positivo.

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Chiara Rainis

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