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Mercato

Auto elettriche, notizia terribile: il dato è davvero incredibile

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Giovanni Messi

I dati sulle auto elettriche parlano di vendite in crescita in tutta Europa, ma in Italia si procede al contrario. Ecco tutti i motivi.

Le auto elettriche non piacciono agli italiani, e questo, almeno per ora, sembra essere un dato di fatto, confermato dai dati di cui siamo in possesso. Qualche tempo fa, vi avevamo parlato di vari sondaggi, in cui si parlava del fatto che gli abitanti del nostro paese non credono nelle nuove tecnologie per risolvere il problema dell’inquinamento.

Auto elettriche (Adobe Stock)

Secondo la maggior parte degli intervistati, il discorso produzione e smaltimento batterie comprometterebbe tutti i vantaggi dati dalle zero emissioni, rendendo, di fatto, inutile l’acquisto delle auto elettriche. Inoltre, c’è da dire che i prezzi risultano essere quasi irraggiungibile, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo fatto di rincari nella vita quotidiana e sul pagamento delle bollette.

Tuttavia, prima o poi la tendenza dovrà andare ad invertirsi, a meno che non arrivino nuove direttive dall’Europa. I costruttori stanno investendo a dismisura sulle tecnologie dell’elettrico, dal momento che entro il 2035 verrà fermata la produzione di auto a benzina ed a gasolio, in sostanza di tutte quelle alimentate a combustione.

La Fiat sta lavorando sodo per portare alla luce la nuova Panda, la quale punta a diventare un’elettrica fruibile per tutti, con prezzi di mercato adeguati alle tasche della maggioranza, se non totalità, dei cittadini. Con la situazione economica che stiamo vivendo, è quasi impossibile pensare ad un totale passaggio ad una mobilità green, anche per un discorso di infrastrutture e di tempi di ricarica.

Le vetture elettriche non hanno ancora un’autonomia che garantisca la possibilità di percorrere lunghe tratte, e per fare il “pieno” di energia hanno bisogno di tempistiche ben più lunghe rispetto alle automobili tradizionali. Tutti questi fattori influiscono e non poco sulle scelte dei cittadini, che non sono ancora pronti per affrontare un passaggio del genere, ma prima o poi la situazione dovrà per forza di cose andare a cambiare.

L’elettrico è stato promosso da tutti i costruttori, e persino le supercar si stanno convertendo alle nuove logiche. La Bugatti, ormai da tempo, ha reso noto che le prossime vetture che produrrà saranno full electric, mentre la prima Lamborghini non a combustione arriverà entro il 2028. Dopo il Suv Purosangue, in netta controtendenza con la propria storia, siamo sicuri che anche la Ferrari porterà su strada una vettura elettrica, forse ancor prima di quanti tutti noi ci potremmo aspettare.

Auto elettriche, ecco perché non piacciono agli italiani

In Italia, la vendita delle auto elettriche è in calo, e dai piani alti stanno partendo diversi incentivi nel tentativo di spingere i cittadini del Bel paese a puntare sulle nuove tecnologie. I dati ufficiali, riportati da “AlVolante.it“, ci parlano di un crollo notevole sulle immatricolazioni delle EV nei primi dieci mesi del 2022, da gennaio ad ottobre.

Rispetto allo scorso anno, c’è stato un calo del 23,6% sul fronte delle vendite delle auto elettriche, un dato che non può lasciar tranquilli coloro che puntano su questa tecnologia. Lo scorso anno ne vennero immatricolate 47.241, mentre oggi siamo a quota 36.090, ben oltre 10 mila unità in meno, in netta controtendenza contro l’aspettativa di una crescita che dovrebbe risultare fisiologica visto il mercato odierno dell’automotive.

In Europa i dati sono ben diversi, visto che in Germania ne sono state vendute 272.473, ed in Gran Bretagna ben 175.614. Leggermente più basso il dato per la Francia, che si è attestata a quota 140.965, comunque oltre 100 mila in più rispetto all’Italia. Tra i motivi ci sono proprio gli incentivi, che nel nostro paese sono stati molto bassi tra il 2019 ed il 2022, pari a 3 mila euro se si sfrutta il bonus rottamazione o di 1500 se decidiamo di non applicarlo.

Il decreto dell’ormai ex ministro Giancarlo Giorgetti ha provato a rimediare allargando gli incentivi a chi ha un ISEE inferiore ai 30 mila euro all’anno ed ai portatori di handicap, ma la cosa non ha cambiato le carte in tavola. In Italia, inoltre, non sono stati sfruttati i fondi della Next Generation UE, che erano stati stanziati per decidere degli incentivi del futuro, ma la cosa non si è concretizzata e la situazione, se possibile, è peggiorata rispetto al passato, con i dati sulle vendite che testimoniano una crisi senza fine.

Ovviamente, come abbiamo spiegato in precedenza, la mancanza delle infrastrutture adeguate ha fatto la propria parte nella scelta degli italiani, con il caro energia che ha messo la ciliegina sulla torta. Per concludere, nel nostro paese c’è ancora tanto da fare e, come al solito, siamo in grave ritardo rispetto al resto d’Europa. Nulla di troppo sorprendente, in fin dei conti.

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Giovanni Messi

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