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Formula 1

Wolff, richiesta ai fan di Hamilton: restano tutti sbigottiti

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Chiara Rainis

In una fase del Mondiale 2022 di F1 in cui non mancano le turbolenze, il boss Mercedes Wolff stupisce tutti con una dichiarazioni di pace.

Ebbene sì. Una frase non bellicosa nei confronti della Red Bull è uscita dalla bocca di Toto Wolff alla vigilia del GP del Texas. Considerati gli animi degli ultimi mesi, si tratta di qualcosa di decisamente anomalo. Un miracolo? Una conversione in stile San Paolo?

Purtroppo per chi ama i duelli duri, ma sportivi, senza tracimazioni nella polemica spicciola, la risposta è molto probabilmente no. E’ infatti quanto mai probabile che l’avvicinamento a parole ad Horner e soci, nasconda una malizia di fondo. Quella figlia dalla convinzione che in tempi brevi sulle spalle degli energetici potrebbe arrivare una signora mazzata.

Toto Wolff (Ansa Foto)

Squalifica, riduzione del tempo a disposizione in galleria del vento, decurtazione dei punti conquistati nella classifica costruttori 2021. Sono solo alcuni dei possibili provvedimenti che la FIA potrebbe prendere a danno appunto degli austriaci per la violazione del tetto di spesa dello scorso anno fissata a 145 milioni di dollari.

Una consapevolezza avvertita dal 50enne, che per primo a Singapore, avvisò la stampa della possibile infrazione, quando ancora non si sapeva nulla, come una sorta di rivincita per quanto avvenuto ad Abu Dhabi.

Al di là delle esternazioni alla “volemose bene”, Yas Marina morde ancora, e non poco, allo stomaco delle Frecce d’Argento.

Wolff fa l'”amico” della FIA

Dopo aver esaltato l’integrità morale del nuovo presidente della Federazione Internazionale Mohammed Ben Sulayem, subentrato a Jean Todt proprio in chiusura dell’anno passato, il dirigente della Stella si è rivolto direttamente ai sostenitori di Lewis Hamilton che, tuttora, non perdonano ai federali e all’ex direttore di gara Michael Masi, di aver regalato il titolo a Max Verstappen.

Il nuovo corso è cominciato con un battesimo di fuoco, viste le controversie che c’erano state. Ma da subito sono stati presi provvedimenti importanti, il che è positivo. Non si può certo affermare che il nuovo dirigente non sia intervenuto rafforzando le regole, sia per questioni cruciali, sia marginali“, la sviolinata iniziale all’emiro che tra le normative stringenti ha inserito pure quella relativa al divieto dell’uso di gioielli e all’obbligo di biancheria intima conforme.

Entrambe novità sono state molto contestate dai piloti, in quanto si sono sentiti violati nella loro privacy. Senza dimenticare la problematica che sta creando, la prima, ad esempio al sette volte iridato, che come piercing al naso ha un chiodino che non può essere rimosso in continuazione.

L’appello ai sostenitori di Ham

Bando alle ciance, il manager viennese si è fatto paladino della giustizia e dell’altruismo, sostenendo che non sarebbe cosa buona strappare dalle mani dell’olandese la coppa, neppure in caso di superamento in maniera ampia del famigerato budget cap.

Continuare a parlare di quanto avvenuto nel 2021 non fa bene allo sport. Bisogna andare avanti. Ormai non c’è più nulla fare. Non ci si può mangiare di nervoso ogni giorno“, l’invito ai fan con apparente rassegnazione.

Commenti da sportivo a regola d’arte a parte, il buon Toto a trovato sulla sua strada diversi alleati interessati. La Ferrari innanzitutto, che ha subito chiesto alla Federazione, la massima intransigenza per la vicenda cost cap. E la McLaren, più recentemente, con una lunghissima missiva a firma del CEO Zak Brown, che ha addirittura proposto un range di punizioni per la Red Bull.

Stando a indiscrezioni dell’ultima ora dal paddock di Austin dovrebbe arrivare una parziale ammissione da parte del dirigente del team con base a Milton Keynes. Si dice infatti che Horner svelerà che una delle ragioni che hanno portato allo sforamento della cifra imposta dall’organo governativo risiede nello stipendio, evidentemente esoso, del progettista geniale Adrian Newey, pagato nelle vesti di consulente esterno.

Staremo a vedere se sarà così. Intanto il tempo passa e l’impasse del Grande Circo prosegue, mettendo in crisi la credibilità di una categoria già pesantemente compromessa dalla supremazia delle Frecce d’Argento dal 2014 al 2020. E da alcuni interventi opinabili e poco chiari da parte dei federali, a favore dell’uno o puntivi nei confronti di altri.

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Chiara Rainis

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