Ad Austin tiene ancora banco la questione relativa al budget cap. Ecco la risposta piccata di Verstappen verso i più critici.
Con ancora nella mente le immagini del suo trionfo in quel Suzuka Max Verstappen si è presentato bello agguerrito nel paddock del Texas dove tra poche ore prenderà l’avvio in quartultimo weekend della stagione. L’argomento che continua a far discutere e attorno a cui girano tutte le chiacchiere della giornata è ovviamente la violazione del tetto di spesa, fissato dalla Federazione Internazionale a 145 milioni di dollari per il 2021.
Dopo la bomba gettata a sorpresa e con una certa malizia dal team principal della Mercedes Toto Wolff alla vigilia del round di Singapore non si fa altro che parlare del peccato di hybris della squadra austriaca.
Sicura di sé e di farla franca, avrebbe imbrogliato, spendendo più del dovuto per arricchire la già buona RB16B di particolari evoluti, capaci di fornire un boost all’olandese che poi, come sappiamo, si è messo alle spalle Hamilton. Questo, secondo la concorrenza, rimasta allibita dalla conferma della FIA dopo la voce fatta circolare dal manager austriaco.
Va detto che come ormai di consueto, il collegio federale neppure in questo caso ha brillato per limpidezza. Per trovarne un esempio, basta riavvolgere il nastro al 2019 quando il motore della Ferrari venne definito illegale e non si seppe mai bene il perché. O ancora a quando di recente sono stati presi provvedimenti all’improvviso, con virate regolamentari manco fosse Luna Rossa.
Ciò significa che dopo settimane di accuse e chiacchiericcio, non si conosce neppure la cifra extra che a Milton Keynes avrebbero utilizzato. Né tantomeno l’entità della punizione. Anzi, addirittura, dagli Stati Uniti ha cominciato a farsi largo l’ipotesi di una chiusura a tarallucci e vino con una sorta di patteggiamento.
Sentitosi punto nel vivo, Mad Max si è comportato da uomo azienda, ribadendo che nulla è stato definito. E che certo accanimento da parte dei rivali è figlio soltanto dell’invidia per i loro 14 GP vinti in 18 disputati.
“Noi abbiamo agito seguendo ciò che ci sembrava corretto. Per il resto il processo è ancora in atto. E in più non fa parte del mio lavoro“, si è presto tolto dagli impicci dati da interrogativi scomodi e a cui probabilmente non sa neppure dare una risposta.
“Penso che gli altri stiano spingendo per farci infliggere una punizione pesante perché stiamo andando bene e loro vorrebbero rallentarci in ogni modo possibile. Alla fine la F1 funziona così. Tutti sono super critici. E non c’è nulla da dire. Personalmente preferisco focalizzarmi su me stesso“, ha asserito auto-inserendosi in una bolla protettiva.
Analizzando invece il proprio ruolino di marcia che in Giappone lo ha portato a mettere la firma sulla sua 12esima corsa stagionale, il 25enne ha dichiarato: “Questo è stato finora un anno molto speciale, sia per quanto concerne le vittorie ottenute, sia l’atmosfera generale che si respira internamente. Come equipe stiamo crescendo e diventando sempre più forti. Volgiamo goderci quanto fatto. E puntare a migliorarci ancora di più nel 2023″, ha avvisato gli altri in vista del prossimo Mondiale.
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