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Motomondiale

Marquez, arriva il giudizio sul suo rientro: parole agrodolci per lui

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Giovanni Messi

Marc Marquez è tornato in pista ad Aragon lo stesso week-end, mostrandosi molto veloce ma finendo subito fuori. L’esperto fa un bilancio.

Il ritorno in pista di Marc Marquez ad Aragon è coinciso con una gara che è durata poche centinaia di metri. L’otto volte campione del mondo aveva ottenuto il tredicesimo tempo in qualifica, restando escluso per pochissimi millesimi dalla Q2. Nonostante la lunghissima assenza durata quasi quattro mesi, il nativo di Cervera ha fatto subito vedere la proprio classe con una partenza strepitosa, che lo aveva condotto sino alla settima piazza.

Marquez (ANSA)

Prendendo una traiettoria esterna, il rider della Honda ha bruciato gran parte dei suoi rivali, per poi guadagnare la sesta posizione ai danni di Fabio Quartararo. Tutto sembrava apparecchiato per una gran rimonta, ma dopo due curve è successo l’irreparabile. La RC213V di Marc ha sbandato a causa delle gomme fredde, ed il campione del mondo in carica, che lo seguiva da vicinissimo, lo ha tamponato in pieno.

“El Diablo” è caduto a terra rovinosamente, con la sua Yamaha che ha rischiato di prenderlo in pieno, ma per fortuna tutto si è risolto con qualche scottatura dovuta all’apertura della tuta che lo ha fatto grattare sull’asfalto ed un grande spavento. Il calvario di Marquez non era affatto finito, dal momento che la sua Honda ha subito pesanti danni nel contatto.

L’otto volte iridato ha continuato a girare, ma sulla gomma posteriore si era infilato un pezzo della carena di Quartararo, che ha poi innescato il secondo incidente con Takaaki Nakagami. Il giapponese, a sua volta, ha tamponato Marc, cadendo a terra e rischiando di essere preso in pieno dai concorrenti.

Per fortuna, l’impatto è avvenuto in un punto in cui si procede a bassa velocità, e tutti gli altri piloti sono riusciti ad evitare il giapponese. A quel punto, sulla Honda dello spagnolo si è definitivamente rotto l’abbassatore posteriore, costringendolo a far rientro ai box per ritirarsi dopo un solo giro.

Sicuramente, non era il ritorno in pista in cui sperava il rider iberico, considerando anche che Aragon è uno dei suoi tracciati preferiti. Domenica, Marc avrà un’altra bella occasione a Motegi, pista dove ha vinto le ultime due edizioni disputate nel biennio 2018-2019. Sarà tassativo evitare errori e cercare di concludere la corsa, anche per testare a tutti gli effetti le proprie condizioni fisiche.

Marquez, ecco il giudizio di Dennis Noyes sul suo rientro

Marc Marquez è tornato in pista mostrando di non aver perso la sua strabiliante velocità, anche se la crisi tecnica della Honda e la lunga assenza hanno pesato senza dubbio sulle sue prestazioni. Nel corso del suo podcast, Dennis Noyes ha parlato di ciò che lo spagnolo ha messo in mostra nello scorso fine settimana, esaltando alcuni aspetti dell’otto volte campione del mondo, che in qualche caso diventano anche suoi difetti.

Ecco le parole dell’esperto: “Marc è un purosangue ed il suo istinto è quello di puntare alla vittoria in ogni caso, qualsiasi sia la condizione fisica in cui si trova in un preciso momento. Non era la gara di cui aveva bisogno, voleva fare 23 giri e portarla a termine. Contava di fare una gara completa per raggiungere il Giappone in condizioni migliori. Il grande pregio ed il grande difetto di Marquez è che ci prova sempre, rischia qualunque cosa accada“.

Riguardo agli incidenti del primo giro, Noyes ha riferito: “Non è stato un errore di nessuno. Con le gomme fredde, la ruota posteriore tende a sbandare. I due protagonisti del primo contatto, ovvero Marc e Fabio, si sono giocati le prime posizioni perché cercavano l’occasione per sorpassare“.

Nessuno è da biasimare, non c’era niente da dire su questo. Molti piloti hanno parlato di tale situazione: quando si parte così indietro, si ha un’occasione d’oro nelle prime fasi per cercare di rimontare, perché altrimenti i primi scappano via subito Il contatto successivo con Nakagami è stata una conseguenza di quello tra Marc e Fabio. Credo sia incredibile il fatto che al francese si sia aperta di nuovo la tuta, era già successo in passato, mentre in Francia non si era aperto l’airbag. Credo siano cose da valutare con attenzione per il futuro, la sicurezza è fondamentale“.

L’analisi di Noyes è altamente condivisibile, anche se alcuni piloti non hanno perso tempo per attaccare Marc per una presunta eccessiva aggressività, come fatto da Johann Zarco. Nell’indole di ogni pilota c’è la volontà di attaccare, specialmente quando si parte indietro e si è al corrente di avere un mezzo tecnico non all’altezza della concorrenza. Il nativo di Cervera ha bisogno di girare e fare esperienza, e Motegi è l’occasione perfetta per farlo.

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Giovanni Messi
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