Durante il weekend di Monza il presidente Ferrari Elkann ha dato una deadline per il titolo. Immediata la reazione del team principal Binotto.
Le premesse invernali e poi quelle delle primissime gare avevano dato l’illusione che il 2022 potesse essere l’anno giusto per il Cavallino. Ed invece i sogni si sono sciolti come neve al sole. L’affidabilità non sempre impeccabile, i pit stop spesso lenti, le strategie adottate dal muretto un po’ a casaccio e i piloti a volte poco lucidi, hanno compromesso i mattoni di una casa che sembrava ormai costruita.
All’atteso appuntamento di Monza la Ferrari è arrivata con un gap di 135 punti dalla Red Bull. Un distacco importante, quasi definitivo che non lascia grosse speranze.
Anche per questo il presidente del marchio John Elkann si è fatto sentire, scuotendo il box, ultimamente addormentato, e ponendo addirittura una data limite entro il quale vincere il Mondiale: il 2026.
Nel corso di un intervento a La Gazzetta dello Sport, il manager ha rinnovato la fiducia all’attuale dirigenza della squadra corse, invitando però l’intero gruppo ad un miglioramento complessivo.
“Commettiamo ancora troppi errori, dunque sono deluso perché si può sempre fare di più“, ha dichiarato pungente, richiedendo alla sua scuderia maggiore competitività anche alla luce di una coppia di piloti dalle alte ambizioni e potenzialità.
Suggerendo un approccio cauto e di gestione delle aspettative, dal canto suo il responsabile dell’equipe modenese Mattia Binotto ha espresso l’augurio di riuscire ben prima della scadenza posta dal rampollo della famiglia Agnelli, in quella che sta assumendo i tratti di un’impresa.
“Vogliamo riuscirci il prima possibile“, ha detto l’ingegnere italo-svizzero. “E guardando la situazione attuale, siamo consapevoli di dover fare dei passi avanti per riuscirci”.
“In termini di prestazione abbiamo fatto grandi progressi rispetto al 2021“, ha aggiunto quasi ferito e punto nell’orgoglio per certe considerazioni a voce alta da parte del capo supremo del gruppo Stellantis.
“Riavvolgendo il nastro, bisogna andare parecchio indietro per vedere uno sviluppo tecnico tanto incisivo e massicio“, ha proseguito. “Nel complesso abbiamo fatto un lavoro fantastico, continuando ad evolvere la vettura attuale, ma abbiamo ancora delle pecche. Non sempre la macchina si è dimostrata resistente e questo ha compromesso almeno un paio di GP. E come sappiamo per puntare al massimo target la monoposto non si deve rompere”.
Tutto il pacchetto dovrebbe essere rivisto e rafforzato. Questa è la consapevolezza che serpeggia nel garage rosso. Ma il 52enne non se la sente di essere tanto critico con i suoi sottoposti e con sé stesso. “Durante un fine settimana si può sbagliare. Anzi, credo che essere perfetti sia pressoché impossibile. Tuttavia, effettivamente dobbiamo implementare alcune aree“, ha concluso ricordando quanto si stia procedendo testa bassa pure in fabbrica, dove lo smacco per lo svantaggio sugli energetici deve essere pesato ancora di più.
Da qui ad Abu Dhabi la strada da percorrere resta lunga. Per cui, anche se per la coppa che conta il treno utile è già passato, qualche segno importante in ottica 2023 può ancora arrivare.
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