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Formula 1

F1, in Olanda arriva una novità assoluta: cosa cambia ora?

Published by
Chiara Rainis

Il promoter dell’atteso GP di Zandvoort di F1 ha deciso di fare un esperimento alla curva 12.  L’obiettivo non è quello che si pensa.

In una F1 in continuo cambiamento, anche gli organizzatori dei vari gran premi devono cercare di stare al passo. Così in occasione del GP di Olanda in programma il prossimo weekend, ci sarà un’importante innovazione.

F1 (ANSA)

All’altezza della curva 12, nella seconda sezione della chicane Hans Ernst, verrà applicata della ghiaia fittizia. Questo per via dei problemi verificatisi nel corso della passata edizione della gara. Allora le vetture che uscivano di traiettoria portavano dentro lo sporco, obbligando così i commissari a dare bandiera rossa.

Per contrastare tale fenomeno, la direzione dell’impianto ha studiato un escamotage unico.

Dopo l’erba finta, la ghiaia: Zandvoort e la F1 ci riprovano

Nello specifico i sassolini sono stati ricoperti di una speciale resina, che dovrebbe renderne difficile lo spostamento, con conseguente minor possibilità di congelamento degli eventi in via di svolgimento. L’area sarà poi completata dallo strato comune volto a rallentare la monoposto uscita dal tracciato.

Come riferito dal responsabile sportivo della manifestazione olandese  Jan Lammers, qualora l’innovazione dovesse dare un buon riscontro verrebbe applicata altrove.

Il primo metro che troveranno i piloti fuori dai margini sarà come una specie di asfalto“, ha spiegato durante un happening tenutosi lo scorso mercoledì con il title sponsor Heineken. “Ciò malgrado non potranno sfruttarlo eccessivamente in quanto è abbastanza scivoloso e sconnesso. Il beneficio sta nel fatto che in questa maniera non dovrebbero arrivare detriti in pista. Potrebbe essere una bella idea anche per altri circuiti“, ha sottolineato.

Il parere dei protagonisti del Mondiale

Fedele al carattere tradizionale dei layout da competizione, ed attento ad evitare le derive stile Le Castellet che si è tinto di lingue di tarmac colorate di rosso e azzurro, l’impianto dei Paesi Bassi convince tutti, proprio per la sua severità. Basta un errore e una svista che si finisce fuori dai giochi.

L’aspetto positivo che credo sia condiviso da molti colleghi è che non ci sono vie di fuga in asfalto. Solamente la ghiaia e poi le barriere“, ha sostenuto Lando Norris. “Ovviamente nessuno desidera andare fuori, ma così diventa tutto più rischioso“, ha aggiunto rimarcando l’importanza di chi è alla guida. Sta infatti a lui decidere se alzare la posta e quindi il pericolo di rimanere bloccato.

Solidale con la riflessione da purista del giovane talento della McLaren, pure il patron del Circus Stefano Domenicali. A suo avviso le “gravel traps” sono uno dei punti cardine della categoria. Non avere delle limitazioni toglie criticità perché chiunque può tagliare una curva senza che subisca una penalità

Avete visto cos’è successo a Spa alla curva 1? Prima quel tratto era asfaltato e i driver in approccio al primo cambio di direzione andavano larghi. Non è esattamente la soluzione migliore“, ha analizzato. “Su alcuni tracciati esiste un limite da rispettare e bisogna andare con cautela altrimenti si va a sbattere. La ghiaia stessa dovrebbe limitare, di conseguenza non ci saranno neppure le solite discussioni sui track limits per giudicare se si è dentro o fuori“, ha messo il punto il manager imolese.

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Chiara Rainis

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