Si è conclusa la terza e ultima sessione di libere di F1 sul nuovo tracciato di Miami prima delle attese qualifiche del pomeriggio.
Terminata una prima giornata d’azione sul circuito della Florida che ha visto diverse bandiere rosse tra errori e problemi tecnici, si riparte per il terzo turno, antipasto della caccia alla pole.
Venerdì sono arrivate buone notizie dalla Mercedes con un aggressivo George Russell, capace di portarsi a casa l’FP2. Con ogni probabilità grazie ai ritocchi apportati alla vigilia dai tecnici di Brackley, la Stella si inserirà nella lotta con Ferrari e Red Bull.
Al semaforo verde subito grande traffico. Trattandosi di una pista inedita, piloti e squadre ci tengono infatti a massimizzare il poco tempo a disposizione. In particolare tra i primi a macinare giri, il campione in carica Verstappen, protagonista di una seconda sessione caratterizzata da numerose problematiche.
Il primo crono significativo è però di Charles Leclerc con un 1’31″706.
Sotto gli occhi attenti di Michelle Obama, invitata al box delle Frecce d’Argento i driver non risparmiano sbavature. Verstappen, intanto, con le medie si porta al comando con un 1’31″355.
L’Alpine di Ocon è contro le barriere alla curva 14. Bandiera rossa. Per i meccanici della scuderia anglo-francese sarà un tour de force in vista delle qualifiche.
Alla ripartenza sono Alfa Romeo e Williams ad aprire le danze. Interessante notare che se a Milton Keynes stanno preferendo spremere le gomme gialle, alla Rossa si preferisce la mescola più soffice.
Charles ripassa davanti con un 1’30″981, a cui risponde la RB18 di Perez con un 1’30″699. Il messicano mette il turbo è abbassa ulteriormente il suo riscontro a 1’30″304 nelle battute conclusive.
A 2′ dalla fine brivido clamoroso per Mad Max che per questione di millimetri manca un bel botto contro le barriere dopo aver preso troppo aggressivamente un cordolo.
Alla bandiera a scacchi Checo si conferma davanti a Leclerc e Verstappen. Ottimo quarto Alonso con l’Alpine, poi Vettel su Aston Martin e il sorprendente Mick Schumacher su una Haas evidentemente esaltata dall’aria americana. Settimo Sainz, quindi Magnussen, Albon e Norris. Delusione Mercedes con Ham quindicesimo e Russell addirittura diciasettesimo.
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