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Formula 1

Red Bull, quanto ha influito la “spesa” in Mercedes? I dati parlano chiaro

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Giovanni Messi

La Red Bull ha acquisito, la scorsa stagione, diversi tecnici provenienti dalla Mercedes. Ecco il perché dei nuovi valori in campo.

Dopo anni molto complicati, la Red Bull è finalmente tornata al vertice della F1. Il team di Milton Keynes aveva fatto la storia del Circus all’inizio dello scorso decennio, quando aveva dominato la scena per ben quattro stagioni consecutive, con Sebastian Vettel che divenne il più giovane campione del mondo della storia.

Per fermare la dittatura della squadra diretta da Christian Horner furono necessari i nuovi regolamenti, quelli che videro l’introduzione delle power unit turbo-ibride. Da quel momento in poi, la nuova padrona della massima formula divenne la Mercedes, troppo avanti rispetto alla concorrenza su questa tecnologia.

A causa della scarsa potenza ed affidabilità del motore Renault, la Red Bull fu costretta ad affrontare dei campionati molto difficili, tra cui spiccò il 2015 dove arrivarono solo un paio di podi e neanche una vittoria. La risalita è iniziata nel 2019, quando gli uomini di Helmut Marko credettero nella Honda, che dopo anni di umiliazioni con la McLaren si legarono agli anglo-austriaci per tentare di dare la caccia al mondiale.

Detto fatto, alla prima gara del 2019 arrivà subito il primo podio con Max Verstappen, terzo dietro all’armata Mercedes. Il primo successo fu questione di mesi, ed arrivò in Austria, per poi essere replicato in Germania ed in Brasile. Dopo una stagione di rodaggio, i tempi sembravano maturi per l’assalto al titolo mondiale, ma nel 2020, la Stella a tre punte tirò fuori una monoposto inavvicinabile, che concesse agli altri solo le briciole.

Verstappen portò a casa solo due vittorie, ed il 2021 appariva un’altra stagione da far passare in fretta prima dell’avvento delle nuove regole. Con un lavoro strepitoso invece, Adrian Newey portò in pista una monoposto all’altezza della rivale, coadiuvata anche da una power unit Honda finalmente all’altezza. Super Max piazzò dieci vittorie, portandosi a casa il titolo mondiale.

L’avvento delle monoposto ad effetto suolo avrebbe potuto nuovamente ribaltare i valori, ma il team di Milton Keynes è riuscito a restare al vertice, mentre la Mercedes è finalmente crollata lasciando spazio alla Ferrari. In questi anni, Horner e compagni hanno strappato diversi tecnici di valore a Toto Wolff, ed i risultati si vedono tutti oggi.

Red Bull, ecco gli effetti della “spesa” in Mercedes

La Red Bull si è assicurata vari motoristi della Mercedes in quest’ultima annata, sfruttati alla perfezione per creare il proprio reparto di sviluppo power unit. Come sappiamo, la Honda ha abbandonato ufficialmente la F1, anche se le unità propulsive continuano ad essere prodotte in Giappone.

Nel maggio dello scorso anno, ad esempio, sono stati acquistati ben cinque tecnici, che ora rappresentano delle pedine fondamentali nel Red Bull Powertrains, dove si lavora a spron battuto sui motori Honda. Si tratta di Steve Blewett, nuovo direttore di produzione di questo gruppo di lavoro; Omid Mostaghimi è il responsabile del dipartimento elettronica ed ERS; Anton Mayo ricopre il ruolo di responsabile del motore endotermico, l’ICE; Pip Clode è invece il responsabile della progettazione meccanica dell’ERS e Steve Brodei è il leader del gruppo delle operazioni dell’ICE.

Dal mese di maggio, il team di Milton Keynes acquisirà anche le prestazioni di Ben Hodgkinson, ex motorista Mercedes che la Red Bull ha strappato alla concorrenza già da molti mesi. Il tecnico ha ormai quasi completato il periodo di gardening, e da martedì 24 del prossimo mese, potrà finalmente essere operativo.

Anche la Ferrari, e questa è una notizia di pochi giorni fa, è riuscita ad assicurarsi un aerodinamico di casa Mercedes, vale a dire Gianluca Romani. Dal team di Brackley sembra essere partita una diaspora che va avanti da diverso tempo, e che spiega in parte il tracollo prestazionale dei pluri-campioni del mondo. Il ciclo delle frecce d’argento è terminato, e d’ora in avanti si penserà ad una ricostruzione.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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