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Formula 1

F1, scoppia un’altra polemica sulla Ferrari: ecco il motivo

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Davide Russo

La Scuderia è finita nel mirino di due importanti team del circus. Le performance dei team motorizzati Ferrari, nelle prime uscite stagionali, non sono passate inosservate.

Il Paddock è in un subbuglio per lo stravolgimento totale dei valori di forza. La Mercedes e i team motorizzati con le Power Unit teutoniche hanno fatto evidenti passi in avanti, mentre Ferrari, Haas e Alfa Romeo hanno approfittato alla grande del cambio di regolamento. Dopo anni molto monotoni, caratterizzati da un dominio schiacciante della Stella a tre punte, la F1 aveva bisogno di una svolta. La nuova era della categoria regina del Motorsport si è aperta all’insegna della Ferrari.

Scuderia Ferrari (Adobe Stock)

I tecnici, a Maranello, hanno costruito una monoposto affidabile e veloce. La F1-75 è un concentrato di tecnologia estrema, nata dal anni di lavoro e programmazione. Sin qui la vettura italiana è la miglior wing car del lotto. La prima doppietta stagionale, nel GP inaugurale del Bahrain, ha mandato in visibilio i tifosi, dopo quasi due anni e mezzo di attesa. L’ultimo trionfo della Rossa era datato 22 settembre 2019 con Sebastian Vettel vincitore sotto le stelle di Singapore. La SF90 volava, ma il polverone sulla PU con tanto di accordo segreto con la FIA per la chiusura delle indagini, ha gettato un ombra sul Cavallino.

Due anni e mezzo dopo i trionfi di Spa e Monza, Charles Leclerc è tornato sul gradino più alto del podio. Nel weekend inaugurale in Bahrain, i tecnici hanno festeggiato il posizionamento di cinque piloti motorizzati Ferrari nei primi dieci. Oltre al monegasco e al teammate spagnolo, il quinto posto di Kevin Magnussen sulla Haas ha fatto scalpore. L’unico motorizzato Ferrari a non aver raccolto punti nel primo GP dell’anno è stato Mick Schumacher, perché anche in Alfa hanno stappato la stagione alla grande. Tutto ciò ha lasciato di sasso Alpine e McLaren.

Ferrari, ecco l’accusa inaspettata

La Rossa ha concepito una monoposto top, ma la protesta della McLaren e dell’Alpine si è sollevata per il legame dei tecnici di Maranello con quelli della squadra americana Haas. Il team di Gene Haas è tornato a marcare punti con regolarità e in Arabia Saudita KM ha preceduto persino la Mercedes di Lewis Hamilton. Nel 2021, invece, il team con sede a Kannapolis, non aveva marcato nemmeno un punto. Lo straordinario balzo in avanti ha fatto drizzare le antenne agli uomini di Woking e di Enstone.

I numerosi problemi tecnici hanno limitato le ambizioni Ricciardo, Norris, Ocon e Alonso. E’ andata meglio in Australia, ma le due squadre sono già a distanza siderale dalla vetta. Sia McLaren che Alpine sognavano di tornare in lotta per podi e vittorie. La presenza a centro gruppo di Haas e Alfa, pronte a sfilare punti alle storiche compagini, ha scatenato una polemica che coinvolge la Haas e di conseguenza la Ferrari.

Andreas Seidl, team principal della McLaren, vuole che la FIA chiarisca i legami tra i tecnici di Maranello e quelli dei team associati alla Ferrari, in merito alla condivisione della tecnologia. La Haas ha un legame molto stretto con la Scuderia e sin dai primi anni in F1 ha ricevuto in dote diversi componenti dal Cavallino. Tutto andava bene finché il team americano non è tornato a fare prestazioni degne di nota.

Molti team hanno dovuto ridurre il numero di dipendenti. In Ferrari, Mattia Binotto ha trasferito numerosi tecnici nel nuovo progetto della 24 Ore di Le Mans e del WEC, mentre altri sono passati alla Haas. La squadra americana ha un proprio ufficio dedicato al design, a Maranello. Inoltre, la VF-22 equipaggia il motore Superfast della Ferrari, che è diventato il punto di riferimento.

F1, la presa di posizione di McLaren e Alpine

Seidl, come riportato da Marca, ha dichiarato: “Crediamo che non importa quanti team ci siano in Formula 1, dovrebbero essere tutti progettisti delle proprie vetture. E questo significa che è impossibile scambiare informazioni tra i vari team. Le infrastrutture non dovrebbero essere condivise, in nessun caso, perché non appena due squadre iniziano a lavorare sotto lo stesso tetto, la condivisione delle informazioni è inevitabile. La FIA dice che è difficile controllare queste cose, quindi beh, bandiamolo perché non possiamo controllarlo“.

Otmar Szafnauer dell’Alpine, invece, ha spiegato: “La Haas è una piccola squadra che ha fatto bene durante l’inverno. Dall’essere ultima, talvolta, è stata la terza più veloce ed è un po’ sorprendente. Pensavo che l’ordine gerarchico sarebbe rimasto più o meno lo stesso perché di solito, un grande cambio di regolamento, favorisce chi ha il know-how, le infrastrutture e gli strumenti per sfruttare davvero le nuove regole. Quindi è una piccola sorpresa che la Haas sia dove si trova per essere una piccola squadra, ma confido che la FIA indagherà e giungeremo alla giusta conclusione tra quanto siano simili le due vetture“. Un chiaro avvertimento alla Ferrari e al team americano, ora la palla passerà alla FIA.

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Davide Russo
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