Il nuovo leader del Mondiale, Aleix Espargarò, ripercorre le tappe che lo hanno portato al primo trionfo in MotoGP con Aprilia.
Aleix Espargarò approda ad Austin da leader del Mondiale con 45 punti, grazie alla vittoria di Termas de Rio Hondo con cui ha festeggiato il suo 200° Gran Premio. Un trionfo che gli ha reso la vita professionale in discesa. Se fino a pochi giorni fa il gradino più alto del podio era un sogno adesso è divenuto un obiettivo perseguibile.
La sua era una rincorsa infinita: 283 GP senza successi, tanto da sembrare di non riuscirci mai, tanto da pensare di mettere fine alla sua carriera nel biennio 2019-2019, quando rimediava cadute e grandi distacchi dai vincitori. Poi l’arrivo di Massimo Rivola in Aprilia ha cambiato le cose, riorganizzato la squadra, Romano Albesiano ha potuto svolgere il suo compito di ingegnere portando la RS-GP ad un grado di sviluppo eccellente. E Aleix Espargarò ha agguanto la prima vittoria in classe regina al suo sesto anno con la Casa di Noale.
A più riprese il pilota di Granollers ha indicato Andrea Dovizioso e Ducati come riferimento. Il forlivese ha corso otto stagioni con la Desmosedici GP portandola da quasi zero a moto vincente, collezionando vittorie e affermandosi tre volte vice campione. “Quando sono approdato in Aprilia, una delle prime cose che ho detto è che dovevamo prendere a riferimento il Dovi. Ce l’abbiamo fatta”, racconta a ‘La Gazzetta dello Sport’. Aleix ci ha creduto fino all’ultimo: “Abbiamo passato momenti in questi sei anni veramente difficili, ma io ho sempre avuto fiducia nell’Aprilia”.
Nel 2021 Andrea Dovizioso sembrava vicino alla firma con il team veneto, ma dopo una serie di test ha scelto di andare in Yamaha. “Penso è che a lui non sia piaciuta la moto. Per me ha sbagliato”. Anche suo fratello Pol Espargarò fino a poco tempo fa sembrava non dare fiducia alla RS-GP, ma dopo Termas de Rio Hondo si è dovuto ricredere. “Davvero ha detto questo? Grande errore. Se guardi tutti i turni e le gare, la moto più regolare in top 5 è stata l’Aprilia numero 41”.
Dopo il successo arriva la gara di Austin, dove nel 2021 ha rimediato cinque cadute. Sarà un ottimo banco di esame per capire fino a che punto è cresciuta la moto di Noale. Al ritorno in Europa si farà un regalo per il trionfo in Argentina: “Qualche bicicletta… Un giorno spero di correre il giro del mondo”.
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