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Formula 1

Ferrari, c’è un segreto attorno alla F1-75: guardate cosa si sono inventati

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Giovanni Messi

La Ferrari F1-75 sta facendo faville in questo inizio di anno, ma attorno a tale competitività c’è un aspetto che in passato era deficitario.

Grande ottimismo in casa Ferrari dopo le prime due tappe del mondiale di F1 targato 2022. Charles Leclerc ha vinto in Bahrain per poi chiudere al secondo posto in Arabia Saudita, ed il tutto è condito anche da due giri veloci. Questo significa che il monegasco si sia issato davanti a tutti nel mondiale con 45 punti su 52 disponibili, con 13 lunghezze di margine su Carlos Sainz.

Ferrari F1-75 (ANSA)

Entrambe le Rosse hanno concluso sul podio le prime due gare, ed in due appuntamenti consecutivi una cosa simile non accadeva dall’estate del 2018. All’epoca, Kimi Raikkonen chiuse secondo davanti a Sebastian Vettel in Austria, con il tedesco che poi vinse davanti alla Mercedes di Lewis Hamilton ed al compagno di squadra finlandese a Silverstone, nel GP di Gran Bretagna.

La Ferrari è finalmente competitiva, e le promesse sono state mantenute grazie ad una F1-75 che, assieme alla Red Bull, si è dimostrata di un’altra categoria rispetto alla concorrenza. Tra i segreti della monoposto concepita dall’entourage di Mattia Binotto c’è la grande coppia della nuova power unit, che garantisce un’eccellente trazione, ed un telaio che, almeno per ora, è superiore a tutti gli altri.

Uno dei deficit che è stato fatale a Charles Leclerc a Jeddah è l’eccessivo drag, ovvero la resistenza all’avanzamento che rende la monoposto meno performante sui rettilinei. Nel Gran Premio dell’Arabia Saudita, le due Rosse accusavano un gap di 7-8 km/h dalle RB18 in termini di top speed, e questo ha dato una grande mano a Max Verstappen in fase di sorpasso.

A questo si aggiunge anche una power unit che secondo le indiscrezioni non è ancora stata spinta al massimo. Al banco sono state infatti riscontrate alcune problematiche a livello di affidabilità sulle mappature più spinte, che hanno portato il Cavallino a non rischiare eccessivamente in queste prime gare. A Melbourne, la Rossa non porterà aggiornamenti, cosa che dovrebbe poi accadere ad Imola.

Ferrari, ecco il segreto per gli ottimi pit stop

La Ferrari ha sistemato molti dei difetti delle passate stagioni, alcuni non legati direttamente alla pista. Uno di questi è sicuramente la fase di pit stop, dove, specialmente nel 2020, avevamo assistito a molti errori dei meccanici che costringevano i piloti a perdere tempo prezioso nei confronti degli avversari.

Come dichiarato da Mattia Binotto in persona, gli uomini in rosso hanno iniziato a testare i pit-stop con le nuove gomme già dall’aprile del 2021, simulando circa 3000 soste per arrivare preparati. I risultati sono stati eccellenti, dal momento che tutte le fermate sono state velocissime e prive di errori.

In un’analisi pubblicata sulle colonne di “RacingNews365“, viene ben spiegato come la sospensione posteriore possa regalare al Cavallino un buon vantaggio anche in questa fase. Questa parte della monoposto gioca un ruolo molto importante negli ottimi risultati della Rossa. Nella parte posteriore dell’auto è stata scelta una sospensione a tirante. Qualcosa per cui poche squadre hanno optato, ma il modo in cui la Scuderia modenese la sfruttano è intelligente.

La Ferrari utilizza un sistema che le permette di regolare la rigidità della sospensione in relazione alla crescente pressione aerodinamica. Inoltre, sul braccio della sospensione della ruota, è presente una parte con cui è possibile modificare l’assetto. Questa parte garantisce che l’assetto possa essere cambiato rapidamente, senza dover armeggiare con la barra di torsione e senza dover rimuovere la carrozzeria dall’auto.

Queste regolazioni micrometriche dimostrano ancora una volta quanto l’aerodinamica della parte inferiore del fondo sia estremamente sensibile alle regolazioni delle sospensioni. Va detto che a Maranello, per il 2022, non è stato lasciato nulla al caso, nella speranza che tutto ciò sia davvero sufficiente per tornare al titolo mondiale.

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Giovanni Messi
Tags: Primo Piano

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