Dopo le recenti dichiarazioni allarmanti pronunciate da Quartararo in Indonesia, i vertici della Yamaha non nascondono i timori per il futuro.
Il primo segnale lo aveva lanciato lo scorso novembre quando dopo aver provato la M1 del 2022 per la prima volta sul tracciato di Jerez, aveva paventato l’abbandono qualora la Yamaha non fosse riuscita a correggere la direzione intrapresa. Ora superate anche le sessioni di Sepang e Mandalika, la situazione non pare essere migliore. Anzi, al contrario, il Fabio Quartarato non ha taciuto il proprio disappunto per le sensazioni avute in sella.
“E’ deludente“, la sua frustrazione al termine del turno indonesiano. “Non capisco per quale motivo su qualsiasi pista siamo sempre in media 10 km/h più lenti della concorrenza“.
Quartararo spaventa la Yamaha: il messaggio sul futuro è eloquente
Dopo essersi assicurati i servigi di uno dei talenti più cristallini del presente delle due ruote, la casa del Diapason ha paura. Certi commenti severi, hanno mandato in agitazione la dirigenza che adesso sa di dover correre ai ripari pena l’addio del suo leader.
“Fabio è la nostra priorità, per questo siamo in contatto quasi quotidiano con i suoi manager“, ha affermato a Motorsport.com Maio Meregalli, responsabile della scuderia.
Il rinnovo con il transalpino, cresciuto sportivamente in Spagna, è dunque al centro dell’interesse della Casa di Iwata, ma non solo. Le sue abilità hanno solleticato il palato di altre scuderie che si sarebbero già fatte avanti. “È normale che abbia ricevuto offerte, ma siamo fiduciosi e stiamo facendo tutto il possibile per assicurarci di tenerlo per i prossimi due anni o oltre“, ha asserito con fermezza.
Il timore che serpeggia nel box nipponico è che il congelamento del motore renda la conferma iridata una miraggio. “Sono tutti molto vicini, per cui sarà una stagione molto dura“, ha confessato l’italiano. “Eccitante per chi guarda le gare dal divano, stressante per noi in circuito“.
Lo sforzo del team sarà quindi rivolto ad aerodinamica, freni, sospensioni, telaio e forcellone. “Cercheremo di massimizzare quanto abbiamo a disposizione“, l’intervento del managing director Lin Jarvis che ha svelato come la M1 di oggi non sia figlia di una rivoluzione rispetto alla 2021, ma soltanto un evoluzione.
Fabio Quartararo preoccupato, ma in Yamaha non è l’unico
“La base era buona e l’abbiamo conservata. In questo modo non dovremo spendere tempo a regolarla in circuito. Un aspetto che potrebbe rivelarsi un vantaggio specialmente nei primi round“, ha evidenziato l’inglese decisamente più tranquillo e ottimista rispetto al collega.
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