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Formula 1

F1, il boss Alpine striglia Monza: “Ormai è una struttura decadente”

Published by
Chiara Rainis

Il circuito di Monza è diventato antiquato? L’amministratore delegato dell’Alpine F1 Rossi non risparmia critiche al discusso impianto italiano.

Non è certo una novità che l’autodromo di Monza sia al centro dell’attenzione. Ogni anno vengono annunciati lavori di ammodernamento che cadono nel vuoto. I fondi che sembrano arrivare, una volta provenienti dalla regione, l’altra dal governo, non si concretizzano e il massimo che viene fatto è un’operazione di maquillage.

F1, GP d’Italia (GettyImages)

Qualche settimana fa, in pompa magna l’ACI e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio si sono trovati a Dubai, nel contesto dell’EXPO, per lanciare il nuovo logo dell’autodromo che si appresta a festeggiare le 100 candeline e promettere, ancora, risorse per rimetterlo in forma.

Il circuito di Monza prova a rilanciarsi: c’è anche un nuovo logo

L’attacco del dirigente dell’Alpine al GP di F1 di Monza

Che il Tempio della Velocità sia un gigante decaduto lo si capisce quando ci si entra. Anche per questo Laurent Rossi, ai vertici dell’ex Renault F1, non ha avuto problemi a definire la pista lombarda “vecchia” e “usurata”. E giusto per non direzionare la critica alla solo Italia, il transalpino ha allargato il radar ad un altro tracciato mitico come Silverstone che, per la verità, qualche stagione fa aveva rinnovato l’area dei box.

Jeddah o Losail, per la prima volta in calendario nel 2021, hanno sfoggiato un livello di modernità elevato e ciò ha contribuito a far apparire le strutture storiche come sorpassate.

Grazie ad Arabia Saudita e Qatar l’asticella si è alzata. Ma anche Abu Dhabi, con i recenti ritocchi è migliorata“, ha affermato il manager ad F1i.com.

Per l’ingegnere classe ’48 un altro buon esempio è rappresentato da Miami, al debutto in F1 il prossimo maggio, ma altresì dall’Albert Park di Melbourne, al momento impegnato a mettersi al passo.

Tornando all’Europa, Rossi ha ribadito che pur amando quei gran premi, per poter pensare ad una permanenza dovrebbero fare agire in maniera attiva.

Tra un elogio alla modernità e l’altro il capo dell’Alpine non ha mancato di esprimere qualche preoccupazione. Nella fattispecie per quanto concerne alcune scelte tecniche operate dai promoter per rendere la loro gara indimenticabile.

A mio avviso i sauditi si sono spinti troppo oltre. Le velocità che si raggiungono sono eccessive“, ha chiosato.

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Chiara Rainis

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