Finale thrilling, con Verstappen a muro quando era già ampiamente avanti. Hamilton ne approfitta. Leclerc fa più del massimo
Una qualifica thrilling a Jeddah, giocata sui nervi e che alla fine ha premiato il più esperto, quel Lewis Hamilton che domani è pronto a mettere ancor più pressione a un Max Verstappen furioso dopo quanto accaduto oggi.
Dopo un venerdì non troppo convincente, Verstappen ha ritrovato la sua Red Bull proprio nel momento decisivo, quando si doveva andare forte. Ha messo pressione a un Hamilton che almeno nelle prime due manche ha quasi faticato a tenere il passo, poi però ha piazzato la zampata del campione al momento chiave.
La pole nel finale ha costretto Max a spingersi oltre il limite e l’ultimo giro (impressionante) è la dimostrazione di quanto talento ci sia in questo ragazzo, ma anche quanto sia ancora un pelo dietro all’inglese. E’ andato oltre, toccando il muro e rovinando una pole che era decisamente nelle sue mani. Ora dovrà sperare che non ci siano danni al cambio, ma dalla terza posizione dovrà fare un capolavoro. Perché con Hamilton davanti e Bottas a fargli da compagno in prima fila sarà dura farsi spazio. Ma mai dire mai.
Ha fatto il massimo, forse anche più del dovuto Charles Leclerc, che con un colpo di coda incredibile si è portato a casa la seconda fila, superando anche quel Sergio Perez che sembrava a livello quantomeno di Bottas dopo le libere. La Ferrari ha dato segnali importanti a Jeddah e domani mantenere quantomeno questa posizione sembra essere l’obiettivo minimo. Anche perché Lando Norris è settimo e come ritmo non è allo stesso livello del monegasco.
Davvero peccato per Carlos Sainz Jr, ottimo per tutto il weekend, sempre un pelo meglio del compagno di box (e negli ultimi mesi è quasi sempre stato così, poi quel testacoda e la grande paura del botto che ha sicuramente condizionato la sua Q2. Ora partire 15° sarà davvero dura. Bene però che fuori dalla top ten ci sia un’altra McLaren.
Guardando le altre, deludono le Alpine, che dopo libere molto convincenti ha piazzato solo Ocon tra i primi dieci, con Alonso fuori nel Q2. Grandioso invece Antonio Giovinazzi, capace di piazzarsi tra i primi dieci, alla faccia di chi lo ha voluto fuori dalla F1. Consolazione che vale poco, però ha dato una bella lezione di stile.
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