L’addio di Valentino Rossi ha scatenato una marea di reazioni. E non poteva mancare quella di un suo grande ammiratore
Un addio, quello di Valentino Rossi, che ha davvero colpito tutto il mondo dello sport e non solo. E tra i personaggi che conoscono bene le due ruote, e anche lo stesso Dottore, c’è anche quel Claudio Costa che per anni è stato il direttore della Clinica Mobile del Motomondiale.
C’è sempre stato un grande amore da parte del dottor Costa con i grandi campioni delle due ruote. Per lui non erano solo pazienti ma, in alcuni casi, veri eroi, spinti dall’amore sconfinato per uno sport. E non smetteva mai di ammirarli. E così è stato anche con Valentino Rossi, che poco tempo fa descriveva così: “Passeranno tanti altri grandi piloti, ma come Valentino per me non ce ne saranno. E se ce n’è qualcuno non lo conosco”.
Fu lui che si occupò di Rossi dopo l’infortunio del 2010 al Mugello. E del campione di Tavullia disse: “Era molto attento alle sue infermità, quindi voleva sapere quello che facevo. Quando capivo che era convinto di quello che era il programma e la strategia, sapevo già che avrebbe fatto il miracolo. Mentre gli altri piloti erano meno consapevoli, Valentino certe cose non voleva scoprirle a gara in corso, ma già sulla linea di partenza, quando abbassava la visiera”.
E l’addio di domenica di Valentino Rossi non lo ha lasciato indifferente. Tanto che sui social ha lasciato un messaggio molto toccante: “A Valencia è successa una cosa straordinaria: una gara di moto, una vittoria della Ducati, si sono inchinate a un grande Campione, Valentino Rossi, che da fenomenale pilota si è trasformato in Mito Eterno”, ha scritto.
“L’emozione della corsa è impallidita nei confronti delle irresistibili emozioni suscitate dalle immagini delle epiche imprese di Vale, dei suoi abbracci a tutti i piloti come simbolo di un’eredità difficile da raccogliere – ha detto -. Un’emozione scandita dal grido di Guido Meda, una ridda di emozioni che violentavano l’anima. Belli i complimenti di tanti Campioni: tanti, tutti”.
Per Costa, “la cosa più bella e indimenticabile sono state le lacrime della compagna di Vale. Lacrime! Così la piccola creatura annidata nel grembo materno, oggi a Valencia nel trionfo del padre ha imparato con incredibile sorpresa che gli Umani possono piangere anche di Gioia”.
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