Il dott. Zasa parla della situazione del braccio di Marquez. Mentre il quotidiano El Mundo Deportivo racconta il nuovo problema avuto dallo spagnolo
Ennesima tegola per Marc Marquez. Come se non bastasse l’infortunio patito nel 2020 a Jerez, lo spagnolo è di nuovo costretto ai box e non parteciperà al Gp dei Algarve del prossimo weekend. Il tutto per una caduta durante uno dei suoi consueti allenamenti off-road, dove ha rimediato una commozione cerebrale.
Una notizia arrivata all’improvviso grazie a un comunicato della HRC, che in pratica ha annunciato il forfait dello spagnolo a Portimao, penultima tappa del Mondiale 2021. L’otto volte iridato, secondo quanto riportato dal quotidiano El Mundo Deportivo, è caduto sabato nei pressi di Cervera mentre era impegnato in un allenamento con la moto da enduro. Ma ha anche raccontato come si sono svolti i fatti.
Marquez era in compagnia di un amico e dopo la caduta è tornato normalmente a casa. Soltanto una volta rientrato a casa sarebbero emersi dei malori e, per questo motivo, il numero 93 ha deciso di sottoporsi a dei controlli più specifici che hanno evidenziato la commozione celebrale. Un problema da non sottovalutare, tanto che alla fine lo stesso Marquez ha concordato con la Honda lo stop per questo GP.
Un nuovo ko, quello di Marquez, che la Honda spera non rovini i suoi piani di sviluppo. Infatti la priorità resta il test di Jerez del 18-19 novembre, dove il talento di Cervera dovrà esserci necessariamente per dare il suo parere sul telaio 2022 della moto. Intanto però emergono anche nuovi particolari sul primo infortunio, quello patito a Jerez nel 2020.
Il dott. Michele Zasa, responsabile della Clinica Mobile, alla Gazzetta dello Sport ha affermato: “Marc tornerà come prima? Di fatto credo che sia già tornato. Le vittorie in pista di quest’anno lo dicono chiaramente. Al di là dell’ultimo infortunio, che fortunatamente sembra essere nulla di grave, la situazione del braccio e della spalla forse non è tornata al 100% com’era prima. Ma un po’ grazie al suo estro, al suo genio, alla capacità di riadattarsi alla guida di moto… ha trovato la soluzione. La sensazione è che possa tornare a essere un campione un po’ più normale, se così si potesse dire, magari non più cannibale. Un campione più umano”.
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