Il weekend del Gran Premio di Austin non comincia alla grande per Lewis Hamilton, che resta bloccato prima ancora di raggiungere la pista
In pista arriva sempre al traguardo tra i primi, ma alla conferenza stampa del Gran Premio di Austin, l’appuntamento di rito del giovedì davanti ai giornalisti, Lewis Hamilton si è presentato invece con un insolito ritardo.
Il motivo è stato rapidamente svelato: il campione del mondo in carica è stato infatti vittima di un inconveniente nella sua stanza d’albergo, dove è rimasto a lungo chiuso dentro. “Scusate: non trovavo più le chiavi della camera e… non riuscivo ad uscire!”, ha spiegato in apertura ai cronisti.
Nulla di grave, ma non certo il modo migliore per iniziare un fine settimana di gara. Che, comunque, lo vede presentarsi al via forte del ruolo di favorito d’obbligo, dall’alto delle sue cinque vittorie in carriera ottenute sulla pista di Austin e delle sei negli Stati Uniti.
Anche per via del palmares, dunque, le stelle e le strisce portano con sé buone vibrazioni per l’anglo-caraibico: “Ho sempre bei ricordi in America e sono contento di rivedere i tifosi qui”, spiega. “Questo è un Paese enorme e fantastico, io credo che il fatto di disputare dal prossimo anno anche un GP a Miami sarà un bene. Anzi, due gare negli Usa anche sono poche per me, mi piacerebbe correrne una terza, come ipotizzano alcune voci”.
Questa corsa, dunque, almeno sulla carta potrebbe fornirgli l’occasione giusta per recuperare i sei punti di distacco che attualmente lo separano dalla testa della classifica generale, occupata di nuovo dal suo sfidante Max Verstappen.
“Mancano sei gare, sarà un mini Mondiale su sei appuntamenti, quindi ogni piazzamento sarà fondamentale”, ribadisce il portacolori della Mercedes. “Dovremo portare a casa il massimo di punti, sarà importante provare a vincerle tutte. Non so come ci comporteremo, in sei gare possono succedere molte cose: è difficile dire dove saremo più veloci, secondo me dobbiamo prendere una gara alla volta. Ci saranno alcune piste sulle quali potremo batterli, ma in Messico potrebbero tornare forti”.
Quanto ai rapporti con lo stesso rivale Verstappen, Hamilton spiega che sono ridotti all’osso: “Comunichiamo poco. Alcuni piloti interagiscono più di altri. Noi ci salutiamo appena: lo facevamo sia l’anno scorso che quest’anno, quindi le cose non sono cambiate. Siamo avversari, ma i nostri rapporti non sono peggiorati rispetto al passato, se è questo che intendete”.
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