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Superbike, Redding spiega: “Questa la differenza tra Ducati e Kawasaki”

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Matteo Bellan

Redding espone ciò che a suo avviso differenzia Ducati e Kawasaki nel Mondiale Superbike. Il futuro pilota BMW fa un’analisi precisa.

Scott Redding (Getty Images)

È arrivato nel Mondiale Superbike convinto di poter vincere il titolo, ma Scott Redding ha constatato di persona quanto fosse difficile. Nel 2020 non ci è riuscito e quest’anno, con due soli round da disputare, il sogno è molto difficile da realizzare.

Sono 54 i punti che lo separano dal leader della classifica Toprak Razgatlioglu, che con la Yamaha potrebbe detronizzare il campione in carica Jonathan Rea dopo sei anni di dominio con la Kawasaki. Il pilota Ducati proverà comunque a dire la sua nel finale di stagione, prima di passare alla BMW nel 2022.

LEGGI ANCHE -> Luca Bernardi nel Mondiale Superbike: ufficiale la firma biennale

SBK, Redding commenta le differenze Ducati-Kawasaki

Redding in un’intervista concessa a Speedweek ha parlato della situazione attuale di Ducati nel Mondiale Superbike e di cosa manca per riprendersi il titolo: «In Ducati si vuole lavorare e crescere per vincere. Penso possano conquistare il Mondiale, ma credo che abbiano capito che alcune cose devono cambiare. Non è facile guidare lo sviluppo quando devi testare con 10-12 gradi in inverno. Ovviamente si può provare nel weekend di gara, però ciò non sostituisce un test».

Il pilota del team Aruba Racing indica le differenze con Kawasaki, il cui progetto parte da più lontano: «Hanno beneficiato degli scorsi anni, fanno ulteriori sviluppi e non partono mai da zero. La Ducati V2 era costante e veloce perché c’erano stati anni di sviluppi, hanno imparato dalle gare e hanno migliorato il pacchetto ogni anno. Capisco perché Kawasaki sia davanti. Ducati ha cambiato completamente moto, ci vuole tempo per trasformarla in una moto vincente. Serve apportare piccoli miglioramenti per progredire ed essere pronti alla prossima stagione».

Redding ritiene che alla Ducati Panigale V4 R manchi ancora qualcosa per stare costantemente davanti. È sicuramente una moto che può vincere diverse gare, ma a suo avviso serve un ulteriore step per giocarsi il titolo mondiale SBK fino alla fine. Vedremo se il 2022 sarà l’anno buono per la casa bolognese, che non vince la corona iridata dal 2011 con Carlos Checa e il team Althea.

Scott Redding (Getty Images)
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Matteo Bellan

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