Avrebbe compiuto oggi 72 anni Nève, che nel 1977 tenne a battesimo da solo (per 8 GP) un team che ha vinto molti titoli iridati nel Circus
Avrebbe compiuto 72 anni oggi, 13 ottobre, Patrick Nève, pilota belga di Brabham, Ensign, Williams e March sul finire degli anni ’70.
Nato nelle vicinanze del circuito di Spa, il belga viene subito coinvolto nella passione per le corse. Dopo la scuola di pilotaggio di Jim Russel, nel 1974 partecipa al campionato britannico di Formula Ford. L’anno dopo, visti i buoni risultati, passa alla Formula 3.
Nève ne ha di talento e per questo le sue prestazioni non fanno altro che attirare qualche osservatore. In particolare il pilota fa colpo su diversi tecnici e ottiene un test con il team RAM Racing gestito da Bernie Ecclestone, che poi diversi anni dopo divenne il patron del Circus della F1.
Il colpo di fulmine scatta, tanto che alla fine ottiene un contratto per correre nel campionato del mondo nel 1976. E lo fa con una Brabham gestita dal team RAM, ed esordisce, neanche a dirlo, nel Gran Premio del Belgio, quello di casa. Ma non fu un Gp fortunato per Nève, costretto al ritiro. Nella stagione correrà ancora un Gran Premio, al volante della Ensign e niente più.
L’anno successivo però Nève torna in gara e lo fa portando al debutto una nuova scuderia. Si tratta di quella di Frank Williams, che dopo aver fondato e venduto la Frank Williams Racing Cars alla Walter Wolf Racing, continua nel suo progetto creando insieme a Patrick Head la Williams GP Engineering, che schierò la Williams-March 761 per il 1977.
L’unico pilota è proprio Patrick Nève che prende il via ad otto gare a partire dal Gran Premio di Spagna, anche grazie all’apporto del suo sponsor, la birra belga Belle-Vue. In un anno in cui i privati sono veramente delle meteore, se la cava egregiamente, ottenendo a Monza il miglior risultato (7°). Ma la sua avventura in F.1 finisce lì, anche perché la Williams pesca i petrodollari sauditi, diventando un top team.
Nève ci riprova l’anno dopo con una March in Belgio, ma non riesce a qualificarsi. Finisce così il suo sogno, ma continua comunque a correre in F.2, Turismo ed endurance sino ai primi anni ’90, ritirandosi dopo la morte del fratello Guy nel 1992 in una gara di Turismo a Chimay.
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