Fabio Quartararo terzo sulla griglia di partenza del Gran Premio di Aragon, alle spalle delle due Ducati, con un Pecco Bagnaia esaltante
Dopo il primo tentativo della fase finale delle qualifiche sembrava avviato verso una comoda pole position al Gran Premio di Aragona. Ma Fabio Quartararo non aveva fatto i conti con le Ducati. Che lo hanno superato grazie a due tempi eccezionali proprio nell’ultimo giro utile.
Il Diablo, dunque, non ha potuto fare altro che accontentarsi della terza casella sulla griglia di partenza. Ed inchinarsi a Jack Miller, ma soprattutto a Pecco Bagnaia, che ha centrato la sua seconda partenza al palo stagionale, infrangendo anche il record della pista del Motorland di Alcaniz.
Una prestazione talmente cristallina che nemmeno il leader del campionato l’avrebbe mai potuta pronosticare: “Mi aspettavo che le Ducati andassero forte qui, in particolare Jack. Ma non mi sarei mai aspettato un Pecco così”, ammette al termine delle prove ufficiali il francese della Yamaha.
Da parte sua, il capolista iridato ha dato il massimo possibile, consapevole però dei limiti storici della sua M1 su questo tracciato. “Ieri, con la gomma dura, sono andato molto bene, invece oggi pomeriggio è stato un disastro”, riconosce. “Sulla moto mi trovo bene, ma oggi era difficilissimo fare la pole. Nell’ultimo intermedio faccio davvero fatica”.
Nonostante il suo potenziale non sembri far presagire una vittoria, anche perché ci sono altri avversari più competitivi di lui, Quartararo punta comunque a rimanere in scia ai migliori: “L’obiettivo per domani è restare davanti, vediamo cosa saremo in grado di fare. Il mio passo non è eccezionale, ma potrebbe bastare per entrare tra i primi cinque”.
Anche grazie ad un’arma segreta della Casa dei Diapason per quanto riguarda le coperture: “L’unica scelta di gomme possibile per la gara è la combinazione dura-morbida, sono sicuro che la utilizzeranno tutti”, mette in chiaro Fabio. “Ma noi in Yamaha abbiamo sviluppato una tecnica per far funzionare al meglio gli pneumatici senza usurarli troppo. A Silverstone ha funzionato: nei primi giri sono rimasto ad un secondo da Pol Espargarò, poi sono stato in grado di andare all’attacco”.
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