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Automobilismo

F2, Correa torna nel luogo dell’incidente. Nel weekend in azione a Spa

Published by
Chiara Rainis

Dopo vari interventi e una dura riabilitazione Correa tornerà a gareggiare sul circuito dell’incidente che ha visto la morte di Hubert.

Juan Manuel Correa (©Photo by Joe Portlock – Formula 1/Formula Motorsport Limited via Getty Images)

Non si sente un miracolato, ma invece probabilmente lo è. Le immagini di quel terribile botto al Raidillon fanno ancora impressione e anche se per riprendersi Juan-Manuel Correa ci ha impiegato più di un anno tra operazioni e percorso riabilitativo, a differenza del collega Anthoine Hubert, morto sul colpo, lui ce l’ha fatta. E non solo è sopravvissuto, ma è anche tornato a gareggiare.

Il prossimo weekend però, dovrà affrontare uno scoglio importante e pesante, ovvero rimettersi al volante proprio a Spa. Un impegno che il pilota nato a Quito e cresciuto a Miami è comunque ansioso di portare a termine.

“Ho avuto possibilità di fare altro, e nessuno mi ha fatto pressioni per rientrare, ma ho pensato che non sarei più stato del tutto contento se non ci avessi riprovato. Il mio comeback è amore per le corse e al tempo stesso una sfida con me stesso”, ha tenuto a precisare a La Gazzetta dello Sport.

Andando contro il volere dei famigliari il pilota del Sauber Junior Team ha concentrato tutti i suoi sforzi nel suo unico obiettivo. Riprendere da dove aveva lasciato. Come sappiamo, però, per lui non è stato possibile ripartire dalla F2, ma dalla F3. Un passo indietro, per compierne uno grandioso in avanti. Un passo, che come facilmente immaginabile è stato complicato.

“Alla prima uscita in pista a Barcellona è stata dura sia come tenuta fisica, sia perché non era facile trovare il ritmo. Poi ho visto i miglioramenti, con diversi piazzamenti a punti ed è stato positivo”, ha ammesso confessando che le sue gambe ancora non hanno il 100% della funzionalità.

Giunto quattro volte in top 10 nei 9 round finora disputati, Correa ha rivelato di essere sempre in contatto con la famiglia del suo compagno di serie, scomparso tragicamente il 31 agosto 2019. Una vicinanza che è anche uno sprone.

“Mi sento e mi scrivo con sua madre, Nathalie. Fin da subito, fin da quando mi sono svegliato dal coma. Di recente le ho detto che ovunque andrò nel mondo delle corse porterò il suo Anthoine con me”, ha concluso il 22enne.

 

Juan Manuel Correa, ART Grand Prix (Photo by Bryn Lennon/Getty Images

Chiara Rainis

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Chiara Rainis

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