Marc Marquez svela tutte le difficoltà che sta affrontando, a livello umano e sportivo, in questa stagione così complicata dopo l’infortunio
Chi pensava che quei mesi di calvario, di lunga e faticosa riabilitazione dalla frattura all’omero destro riportata nella caduta di Jerez dell’anno scorso, fossero stati i più difficili nella vita di Marc Marquez è completamente fuori strada.
Certo, il recupero fisico è stato complicato e doloroso: lo ammette lo stesso diretto interessato. “Avevo paura di non poter riavere un braccio normale”, confessa ai microfoni del quotidiano inglese Guardian. “C’è stato un momento, a ottobre-novembre, quando non riuscivo nemmeno a tenere in mano una bottiglia d’acqua, a mangiare, a muovere il braccio normalmente”.
Ma il peggio doveva ancora venire. È arrivato in questa stagione, al suo ritorno alle gare a partire da Portimao. Quel campione che, prima della battuta d’arresto, sembrava invincibile e tritava un record dopo l’altro, si è ritrovato ad inseguire, ancora acciaccato e con una moto non più cucita sulle sue esigenze come prima.
Lì è iniziato il vero inferno. Un periodo durissimo, che però è davvero in grado di forgiarlo come uomo, prima ancora che come pilota. “La mia motivazione è più alta che mai: è il primo momento davvero duro della mia carriera”, ammette il Cabroncito. “Quando tutto va bene ridi, sei felice e vai forte, ma è in questi momenti che devi mostrare il tuo potenziale e lottare. La strada più semplice sarebbe fermarsi e tornare tra uno o due anni, quando mi sentissi pronto. Ma questo non è il mio stile. Il mio stile è soffrire per migliorare e recuperare e per divertirmi in modo. Al momento non mi diverso, sto soffrendo”.
Tanta sofferenza ha un senso: ritrovare la strada per il successo. Che ha riassaporato quest’anno al Sachsenring, ma che ora rivuole al più presto. “Mi manca la sensazione della vittoria”, conclude il fuoriclasse di Cervera. “È come una droga: più la provi e più la vuoi”.
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