Ad anni di distanza, Valentino Rossi svela un retroscena sul periodo in cui scelse di non passare in Formula 1 con la Ferrari
Si è tolto proprio tutte le soddisfazioni possibili, Valentino Rossi, nel corso della sua lunga e impareggiabile carriera sportiva che ora volge al termine. Quella di vincere centoquindici Gran Premi e nove titoli mondiali. Quella di passare dalla Honda alla Yamaha trionfando con entrambi i marchi.
Quella di raccogliere un bacino di tifosi che conta decine di milioni di rappresentanti e che è sparso in tutto il mondo. Quella di fondare una accademia per i giovani piloti italiani che ha portato illustri suoi rappresentanti al vertice del motociclismo internazionale. Forse, però, dovremmo dire quasi tutte. Perché c’è un momento della sua storia agonistica che è rimasto, e rimarrà per sempre, incompiuto. Il passaggio in Formula 1, che avrebbe coronato la sua altra grande passione, quella per le automobili.
Nella bella intervista concessa ai microfoni del Venerdì, l’inserto della Repubblica, in cui traccia il bilancio finale del quarto di secolo trascorso in pista, il Dottore inserisce anche un retroscena sul mancato approdo nel Mondiale a quattro ruote. “Potevo guidare la Ferrari in Formula 1, ma avrei dovuto avere pazienza”, ha spiegato.
Si è corteggiato a lungo con il Cavallino rampante, svolgendo anche una serie di test dall’esito tutt’altro che fallimentare tra il 2004 e il 2008. Ma poi si è reso conto, spiega lui, che avrebbe dovuto ricostruire da zero la sua esperienza nelle auto e questo gli avrebbe richiesto diversi anni di apprendistato.
Nelle moto, invece, era già un campione fatto e finito. E proprio in quegli anni, decidendo di continuare a correre in MotoGP, conquistò i suoi ultimi due titoli mondiali nella categoria. Con il senno di poi, difficile sostenere che abbia fatto la scelta sbagliata. Anche se un piccolo tarlo, un piccolo rovello nella sua mente inevitabilmente rimane. Cosa sarebbe successo se avesse preso quella svolta inaspettata? Una domanda alla quale è impossibile rispondere. E che dunque alimenta il mistero, il fascino e il mito intorno alla figura di Valentino Rossi.
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