Paolo Simoncelli ricorda il suo indimenticabile figlio Marco, il Sic, e i progetti in suo nome che sono molto attivi per fare del bene
In questi giorni si sono festeggiati i dieci anni dal primo podio di Marco Simoncelli in MotoGP: il 14 agosto 2011, al Gran Premio della Repubblica Ceca di Brno. Pochi mesi dopo, il 23 ottobre, in Malesia, a Sepang, sarebbe avvenuto il terribile incidente che ha stroncato troppo presto la sua giovane vita, a soli 23 anni.
Il Sic non c’è più, ma non ha mai smesso di esistere nei ricordi degli appassionati: “È diventato una leggenda”, racconta oggi papà Paolo Simoncelli ai microfoni del Corriere Romagna. “Lasciando qualcosa di incredibile. Perché arrivava alle persone, era vero e non si dava mai per vinto, trasformando anche i momenti ‘no’ in energia pura”.
Un’eredità che i suoi cari hanno raccolto, lanciando una Fondazione in suo nome che è attivissima nella beneficenza. “Ora dà gas per aiutare gli altri”, ricorda Paolo. Il progetto più bello è quello della Casa intitolata proprio a lui, istituita un anno fa, che ospita i giovani disabili della sua Coriano.
“Il pensiero più terribile per quei genitori è non sapere chi si prenderà cura dei loro figli, quando moriranno”, spiega Simoncelli Senior. “Il progetto vuole offrire una risposta ed anche se ha richiesto energia da matti, tra burocrazia e pratiche, per fortuna io non sono normale. Abbiamo costruito una palazzina che in unico spazio racchiuda appartamenti, sale ludiche, piscina, palestra e giardino”.
Sempre in queste settimane, in vista del decimo anniversario della sua scomparsa, è in lavorazione un documentario sulla sua vita: “Al contempo è in cantiere il docufilm Sky per ricordare Marco. Abbiamo messo a disposizione materiali e la regista Alice Filippi mi ha fatto una buona impressione. Quando parli di lui, alla gente si illuminano gli occhi e senza inciampare in toni retorici, ricorda il suo sorriso schietto. Infatti è sempre rimasto con i piedi per terra, sennò avrebbe preso dei gran calci”.
E poi c’è la squadra che porta il suo marchio nel Motomondiale: “Lavoreremo col team Sic58 che sta andando bene. E tramite la Fondazione costruiremo la sede per la cooperativa ferrarese ‘Il frutto dell’albero’ che supporta ragazzi autistici. Chiediamo solo che ci sia l’immagine di Marco. Tutti i progetti vanno avanti grazie al 5 per mille. E anche senza pubblicità la gente continua a sostenerci con fiducia”.
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