Dopo la caduta di ieri, Miguel Oliveira è costretto a lottare contro l’infortunio e il dolore nel resto del Gran Premio di Stiria
C’è stato da soffrire per Miguel Oliveira nel corso delle qualifiche del Gran Premio di Stiria. Molto di più di quanto testimoni la dodicesima piazza sulla griglia di partenza, che comunque ha significato passare il turno eliminatorio ed entrare nella corsa alla pole position, di cui comunque è stato più lento di tutti.
No, la vera sofferenza al portoghese la riserva la sua mano destra, colpita ieri violentemente dal manubrio della sua Ktm mentre si ribaltava in aria dopo averlo disarcionato alla curva 3. Per tornare in pista, dunque, ha dovuto stringere i denti in modo eroico.
“Sono contento di essere qui, ieri non ero sicuro di riuscirci”, spiega. “Ma è stata molto dura guidare, adesso devo cercare di recuperare il più possibile per provare a essere competitivo. Ho tanto liquido attorno all’osso e ai tendini, non riesco a stringere il manubrio e quindi a guidare come vorrei. Questa mattina, nelle terze prove libere, mi sono reso conto che potevo andare veloce, ma nel giro secco devo ancora spendere troppa energia”.
Studiando i dati, i tecnici della Casa di Mattighofen si sono resi conto che a provocare quella caduta non è stato un guasto. “Non si è trattato di un malfunzionamento della moto”, racconta Oliveira. “La 3 è la curva più lenta del calendario, bisogna lavorare bene sul controllo di trazione”.
Oltretutto, nonostante l’anno scorso da queste parti abbia vinto proprio lui, in questo Gran Premio anche la Ktm si trova ad affrontare delle problematiche tecniche, in particolare con gli pneumatici. E domani ci si potrebbe mettere anche l’incognita pioggia.
“Sapevamo che qui avremmo avuto qualche difficoltà con la gomma anteriore, perché la più dura è comunque troppo morbida per noi”, conclude Miguel. “Per domani, è vero che l’acqua potrebbe aiutarmi con la mano, ma non ho provato sulla pista bagnata. Difficile dire quale condizione meteo sarebbe migliore per me”.
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